10 febbraio, "Giorno del Ricordo". Una storia da ricordare tuttaTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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10 febbraio, “Giorno del Ricordo. Una storia da ricordare tutta

10 febbraio, “Giorno del Ricordo. Una storia da ricordare tutta

Il 10 febbraio è il “Giorno del Ricordo” istituito il 30 marzo 2004 per commemorare le vittime delle foibe. E’ l’occasione ogni anno per i neofascisti di provare a ricordare solo un pezzo di storia, rimuovendo le immani atrocità commesse dai fascisti italiani in Jugoslavia con tanto di migliaia e migliaia di morti e campi di concentramento.

La storia va ricordata nel suo complesso altrimenti risulta difficile trarre conclusioni. Ciò è molto importante perchè i singoli eventi non possono venire decontestualizzati per essere piegati a questo o a quel volere politico a seconda dei mores del tempo. Il 30 marzo 2004 è stato deciso di istituire il “Giorno del ricordo” per commemorare le vittime delle foibe al termine della Seconda Guerra Mondiale, ma purtroppo al posto che diventare un momento di riflessione e approfondimento storico neutro è diventata una celebrazione strumentalizzata in modo imbarazzante dalle destre neofasciste. Tali neofascisti ovviamente fanno finta che tutto quello successo prima semplicemente non esista,una rimozione grottesca della memoria storica sorprendentemente avallata anche dalle istituzioni che evidentemente preferiscono passare un colpo di spugna sui terrificanti crimini commessi dai fascisti italiani in Jugoslavia. Solo per far capire di che cosa si sta parlando, si stima complessivamente che nei territori dei Balcani controllati dal regime fascista tra l’aprile del 1941 e il settembre 1943 siano morte decine di migliaia di persone per cause connesse all’attività delle forze di occupazione, nelle prigioni e nei campi di concentramento gestiti dagli italiani, si proprio da loro. Non solo, nei territori occupati vi furono decine di migliaia di morti, Grecia compresa, anche a causa di una terribile carestia causata dalla disorganizzazione dell’amministrazione italiana. 

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Queste cifre, fornite già nell’immediato dopoguerra dalla documentazione ufficiale jugoslava, sono confermate dai dossier della Commissione per i crimini di guerra delle Nazioni Unite, raccolti a suo tempo ma solo recentemente utilizzati per la prima volta per il documentario Fascist legacy. Realizzato nel 1989 per la Bbc e acquistato dalla Rai non fu poi mai messo in onda, almeno dalla tv pubblica (caso unico al mondo, secondo la Bbc stessa, di documentario comprato e subito archiviato). E quindi? Come mai non ricordare tutta la storia ma solo un pezzo, quello che ci fa più comodo? Come ha scritto Ivan Serra su marxismo.net in occasione del 10 febbraio 2013: “L’immunità  che ha goduto il fascismo nel dopoguerra a livello di crimini commessi e di responsabilità personali, a differenza di quelli nazisti nei vari paesi europei, si è poi trasformato, grazie a varie complicità, in un certo revisonismo storico, in continuità col passato fascista arrivando infine al ribaltamento delle responsabillità per cui gli aggrediti diventano gli aggressori, le vittime i carnefici.“. A voi le opportune riflessioni.

Gracchus Babeuf

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