Tap. Il Salento dice “No”Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Tap. Il Salento dice “No”

In Salento si sviluppa il progetto per un gasdotto che collegherà la Grecia all’Italia, all’Albania fino a giungere in Mar Caspio. Ma è nato un movimento per dire “No” alla distruzione del territorio.

Fonte: Oltremedianews

Tap sta per Trans Adriatic Pipeline, è un progetto per la costruzione di un gasdotto transadriatico. Il gasdotto collegherà la Grecia alle coste meridionali dell’Italia passando attraverso l’Albania e il mar Adriatico permettendo così al gas proveniente dalla regione del mar Caspio di raggiungere direttamente i mercati europei. In Italia si prevede che nel 2019 verrà trasportato il primo gas con il Tap.La paura per quanto accaduto a pochi chilometri di distanza, Taranto, con l’Ilva ha fatto sì che ci fosse una presa di coscienza da parte della popolazione locale. Quest’ultima si è interessata al progetto per cercare di capire i benefici e gli eventuali danni che questo progetto potrebbe portare allo splendido territorio salentino.

Contemporaneamente al progetto è nato un movimento per impedire la costruzione del gasdotto, il No Tap. Il portavoce, Gianluca Maggiore ci mostra quelle che sono le peculiarità e le problematiche di tale progetto.In cosa consiste il Tap?
Il TAP è un infrastruttura energetica lineare(gasdotto) che come Nabucco, ITiGI Poseidon, Seep, ha partecipato e vinto una gara d’appalto privata per decidere chi deve costruire il”corridoio sud”,infrastruttura nata nel 2003 per portare il gas dai giacimenti Azzeri in centro Europa.

Come è nato il movimento No Tap e perché? 
Il movimento NO TAP è nato a metà 2011 alla prima presentazione della documentazione di ESIA da parte di TAP per approdare a San Foca,rinomata località turistica del comune di Melendugno(LE).

Quali sono le problematiche?
Le problematiche principali sono due:

-l’opera è attualmente inutile perché da quando è partito il progetto nel 2003 ad ora i consumi sono talmente scesi da farla diventare uno spreco enorme di risorse pubbliche,teniamo sempre presente che è un opera privata ma ampiamente finanziata dalla Comunità Europea.

-l’opera ha un forte impatto ambientale sociale su una zona che non è assolutamente concepita per riceverla,quindi potrebbe trasformarsi in una cattedrale nel deserto,per fare un esempio l’attacco SNAM rete GAS è 70 km più a nord(Comune di Mesagne),e questo tratto non è nemmeno in progettazione.

Quali sono i vostri obiettivi?
Il nostro obiettivo è fermare TAP per impedire l’ennesimo scempio inutile.

Come ha reagito la popolazione alla Tap e al relativo movimento No Tap?
Fin dai primi contatti TAP è risultata essere mal organizzata e non è riuscita a convincere la popolazione mentre il comitato ha saputo spiegare le ragioni del no con un gruppo affiatato e tecnicamente preparato.
Tanto è vero che a settembre 2012 TAP si è vista costretta a sostituire il suo manager in Italia per l’evidente pessimo lavoro svolto.

 Le istituzioni locali e il Presidente Vendola in che posizione si sono posti nei confronti del Tap?
I comuni interessati già in sede di osservazioni alla VIA per il primo progetto si sono espresse con delibere contrarie, la regione accolte le osservazioni del comitato e dei comuni ha bocciato il progetto il 12 settembre 2012 ratificando la decisione in giunta il 18 settembre 2012.
La provincia è l’unico ente interessato che non si è espresso.
Il Presidente Vendola promette chiarezza nella valutazione del progetto che in prima istanza è stato bollato come “tecnicamente carente”in più punti.

 Il volere delle popolazioni quanto conta?
Attualmente il volere popolare nelle procedure per queste”opere strategiche” conta poco ed è un errore enorme come detto dallo stesso Presidente del Senato Pietro Grasso, la popolazione dev’essere coinvolta e deve avere un ruolo determinante per il suo futuro.

Ci sono delle correlazioni di ideali e di modus operandi con il movimento No Tav?
Probabilmente se non ci fossimo accorti in tempo della presentazione del progetto avremmo avuto un cantiere aperto anche noi,e sinceramente l’inutilità dell’opera mi sembra richiamare molto le questioni della TAV,non voglio essere catastrofico,ma il TAP potrebbe essere un embrione di una TAV del sud Italia.

Ci sono partiti politici che sono contro il Tap oppure si tratta di una istanza del tutto popolare?
Ci sono rappresentanti di svariati partiti che si sono espressi contro la TAP ma il movimento di base è totalmente popolare e non fa leva su nessun movimento politico in particolare.

Si parla di quasi 2000 posti di lavoro assicurati in zona. Che ne pensate?
Pensiamo che le previsioni sono previsioni. Nel solo Salento nel periodo di luglio/agosto 2013 nel comparto turistico sono state registrate 3660 nuove assunzioni, dati certi, non previsioni di fantomatici indotti.
Noi sappiamo per certo che a fine lavori la struttura occuperà una trentina di unità ad alta specializzazione. Che ne sarà di chi vive di turismo in questa zona con le ricadute negative che il TAP porterà?

Quindi credete che TAP arrecherà danni economici che non saranno risarciti?
Ricordiamo che nella sola fase di prospezioni,da dicembre a febbraio,TAP ha provocato danni oggetto di indagini da parte della procura su segnalazione di ARPA Puglia.
I pescatori hanno dovuto denunciare e battere forte i pugni sul tavolo per ottenere il risarcimento dell’attrezzatura danneggiata. Ci si può fidare di TAP con questi precedenti?
Noi riteniamo di no.

 Gesualdo Nicola

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