#11Luglio. Il governo sposta il Vertice sull'occupazioneTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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#11Luglio. Il governo sposta il Vertice sull’occupazione

Il governo italiano ha deciso di rimandare il Vertice sull’occupazione previsto l’#11 luglio a Torino. Il vertice non si terrà più nel capoluogo torinese e sarà rinviato a data da destinarsi probabilmente a Bruxelles. Sulla scelta pesano probabilmente i timori per l’ordine pubblico dal momento che era stato indetto un “controvertice” per contestare l’Europa dell’austerità cui sono arrivate adesioni da tutta Europa.

Addio Vertice europeo sull’occupazione a Torino. La notizia è arrivata in giornata e ha subito destato forti polemiche dal momento che del vertice dell’ #11luglio si parlava già da un bel pò. A Torino si sarebbe dovuto svolgere infatti l’importante vertice che avrebbe visto la partecipazione di Renzi e di tutte le principali istituzioni europee. Inutile dire che si era creato un fortissimo movimento di protesta al vertice per contrastare l’Europa dell’austerity e dare voce a tutte quelle categorie di persone dimenticate dalla politica e dall’Ue. E le adesioni, soprattutto sul web, hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini, alimentando così il rischio di contestazioni e di conseguenza per l’ordine pubblico nel capoluogo torinese. Così Matteo Renzi avrebbe comunicato la decisione direttamente al presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, che si trovava nelle scorse ore in visita a Palazzo Chigi. Quasi sicuramente il vertice verrà rimandato, e quindi non dovrebbe tenersi a Torino ma a Bruxelles. Almeno di facciata, l’Ue vuol far credere di rimandarlo per investire del tema tutte le istituzioni comunitarie e non solo i vari governi, aspettando così la nuova Commissione europea, ma sembra palese che sulla decisione abbiano pesato preoccupazioni di ordine pubblico. Sul web in molti già accusano il governo di voler fuggire dalle proprie responsabilità non concedendo nemmeno la possibilità di protestare in modo pacifico e ragionevole, una scelta che rischia di aumentare la frustrazione di quelle persone che vedono sempre più l’Unione Europea come un qualcosa di lontano e oppressivo. La scelta sarà stata presa per evitare possibili criticità derivanti dal fatto che in molti hanno risposto alla convocazione e alla mobilitazione dei movimenti italiani, cosa che faceva configurare a una manifestazione di massa per contestare le politiche antipopolari dell’Europa.

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