12 agosto 1944. Ricordare l'eccidio di Sant'Anna di StazzemaTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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12 agosto 1944. Ricordare l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema

Era il 12 agosto 1944 quando sa Sant’Anna di Stazzema le SS tedesche si abbandonarono a uno dei tanti vergognosi e impuniti massacri perpetrati ai danni di civili inermi. Morirono più di 560 persone, e con i nazisti presero parte attiva al massacro anche i fascisti italiani.

Quella del 1944 è stata l’ultima estate della Seconda Guerra Mondiale, un’estate sanguinosa dove furono innumerevoli le stragi compiute dai nazisti ai danni della popolazione civile. Si tratta di stragi che sono state spesso sottaciute, magari mettendo in secondo piano il ruolo che hanno avuto i fascisti italiani nel portarle a compimento, anzi forse proprio per questo, per evitare di rinfocolare ferite mai rimarginate a fondo. Stragi rimaste impunite, che proprio per questo fanno più male, e che hanno causato la morte di centinaia di innocenti. La zona della Versilia in quel momento costituiva il fronte occidentale della Linea Gotica, e i tedeschi in quel periodo costrinsero la popolazione ad evacuare l’area per raggiungere l’altra parte dell’Appennino, nella provincia di Parma. Evacuare però si rivelò impossibile dato che la popolazione della zona non disponeva dei mezzi necessari, e quindi la popolazione dovette abbandonare le proprie case con mezzi propri. Sant’Anna di Stazzema è un paese posto quasi in montagna, e all’epoca lo si poteva raggiungere solo con mulattiere e sentieri; forse proprio per questo sono molti quelli che hanno cercato la salvezza nel paesino, e S.Anna in poche settimana ha visto quadruplicare la sua popolazione fino a 1,500 abitanti. All’alba del 30 luglio i partigiani della X Brigata Garibaldi ingaggiarono battaglia con le truppe tedesche sul monte Ornato, non distante da Sant’Anna di Stazzema, che il 5 agosto venne investita dal terribile ordine di sfollamento, che fortunatamente fu però ritirato alcuni giorni dopo, in quanto la zona era appena stata qualificata come “zona bianca” cioè adatta ad accogliere sfollati. Nessuno quindi nel paese si aspettava anche solo lontanamente che i tedeschi sarebbero giunti così all’improvviso. E infatti il 12 agosto ben tre reparti delle SS accompagnati da decine di fascisti collaborazionisti salirono a Sant’Anna, mentre altri nazisti attesero a Valdicastello per chiudere ai civili ogni via di fuga. A quel punto la popolazione del paese venne presa dal panico e gli uomini cercarono di fuggire nei boschi per evitare la deportazione in Germania, lasciando donne e bambini rintanati in casa. I nazisti inizialmente rastrellarono circa centocinquanta persone, le condussero nel piazzale antistante la chiesa e aprirono il fuoco. Si trattò di un vergognoso massacro, al termine del quale i cadaveri vennero ammassati e bruciati. Altre decine di persone, atterrite e sconvolte, quindi incapaci di opporre resistenza, vennero spinte vive nel rogo, e nessun fascista italiano osò opporsi a quel terribile massacro.Terminate le raffiche dei mitragliatori, ammassano sul cumulo di corpi, tra cui vi erano ancora dei vivi, le panche e le suppellettili della chiesa, dandovi fuoco. Nel frattempo altre SS entrarono in ogni casa, rastrellarono tutti i presenti e li rinchiusero nelle stalle e nelle cucine delle case, e poi , con feroce meticolosità, trucidarono tutti a colpi di mitra e bombe a mano. Tra i cadaveri ci furono anche decine di bambini, uccisi dalle SS senza alcuna pietà prima di appiccare un grande incendio in tutto il paese. Nessuno riuscì a calcolare l’esatto numero di vittime, sicuramente superiore a 560 unità, compresi donne, anziani e bambini.

Le indagini sul massacro di Sant’Anna di Stazzema iniziarono immediatamente, inizialmente condotte da inglesi e americani, con lo scopo di identificare i responsabili, ma la verità giudiziaria definitiva sarebbe arrivata solo cinquanta anni dopo. Si è trattato dell’ennesima vergogna italiana legata a quegli anni dal momento che nel 1960 è stata disposta  l’archiviazione di circa 695 fascicoli riguardanti gli eccidi nazisti che in Italia hanno provocato più di quindicimila vittime.I fascicoli verranno poi ritrovati nel 1994, durante il processo a Eric Priebke, in quello che verrà chiamato “l’armadio della vergogna”. Infine, il 22 giugno 2005 il Tribunale Militare di La Spezia condannerà all’ergastolo tutte e dieci le SS imputate per il massacro di Sant’Anna: Sonner, Sontag, Schonemberg, Bruss, Rauch, Schendel, Concina, Gopler, Richter e Goring. Troppo tardi però.

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