150 anni fa nasceva la Prima Internazionale a LondraTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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150 anni fa nasceva la Prima Internazionale a Londra

Era il 28 settembre del 1864 quando a Londra, nella St. Martin’s Hall, circa duemila uomini di tutta Europa si incontravano per formare la Prima Internazionale. Tra loro anche un filosofo tedesco di nome Karl Marx…

Circa duemila persone, quasi tutti provenienti dai territori più disparati d’Europa, si ritrovarono a Londra, nel cuore della capitale britannica più precisamente nella St.Martin’s Hall. Non erano duemila uomini come gli altri, si trattava dei duemila che diedero avvio a quella che sarebbe poi diventata nota come la “Prima Internazionale”. Si trattò di un momento straordinario di elaborazione collettiva che sarebbe durato fino al 1876, quando a causa di diverse difficoltà organizzative e di alcuni contrasti intestini, vedi quello con gli anarchici, ne segnarono una fine prematura anche e soprattutto a causa della repressione poliziesca che colpì i primi internazionalisti senza esclusione di colpi. Nel 1889 sarebbe poi stato il turno della Seconda Internazionale che sarebbe poi naufragata e svuotata di ogni significato nel 1914, quando cominciò la Prima Guerra Mondiale che divise in modo irreparabile il fronte socialista portando i diversi partiti dei lavoratori a schierarsi con il padronato delle rispettive nazioni, sancendo così la morte dell’internazionalismo proletario. Non solo Karl Marx nella Prima Internazionale dunque, ma come non pensare al peso del Manifesto del Partito Comunista scritto nel 1848 che avrebbe segnato in profondità la storia delle lotte dei lavoratori soprattutto nel XX secolo. I componenti della Prima Internazionale veniva chiamati in modo dispregiativo “internazionalisti” che all’epoca significava affibbiare loro un’ etichetta di sovversivi dell’ordine costituito. In realtà si trattava di incanalare le proteste nei confronti di una situazione lavorativa sempre più precaria con il proletariato che viveva nello sfruttamento più bieco.Fu assolutamente straordinario il tentativo di organizzazione delle istanze dei lavoratori, cercando nel contempo di diffondere fondi e la pratica della solidarietà e della cooperazione tra gli sfruttati e fu per questo che spaventò a tal punto l’ordine costituito da provocare ingenti repressioni. Insomma la storia della Internazionale è strettamente legata con un filo rosso alla figura del filosofo di Treviri, a quel Karl Marx che sembra avere ancora molte cose da dire anche oggi. Senza Internazionale insomma, come sottolinea D’Orsi su un articolo celebrativo per La Stampa, non ci sarebbe stato un momento fondamentale nel processo di maturazione dei proletari. Come ci ricorda proprio D’Orsi: “Le parole più lucide erano sempre quelle di Marx, il quale peraltro sapeva comportarsi da leader, indirizzando a Lincoln un messaggio di congratulazioni per la rielezione allaCasa Bianca, ma rimaneva un rivoluzionario conseguente, e invitava a diffidare di ogni accordo separato (un monito che pochi oggi sono disposti ad ascoltare) e ad affrontare questioni come salario e orario in termini generali, ossia politici, giacché tutto sempre «si riduce alla questione dei rapporti di forza delle parti in lotta». E, con sarcasmo, scriveva di un certo tipo di capitalista: «È così infatuato per la libertà dei suoi operai […] di lavorare in ogni ora della loro vita per lui, che, sempre e con sdegno, ha respinto ogni legge sulle fabbriche, in quanto recante pregiudizio alla suddetta libertà. Lo fa inorridire soltanto l’idea che un operaio comune sia tanto folle da aspirare a un destino più elevato di quello di arricchire il suo signore e padrone, il suo superiore naturale. Vuole […] che il suo operaio resti un misero schiavo». Di qua, la «folle furia» contro lo sciopero, considerato «una blasfemia, una rivolta di schiavi, l’indice di un cataclisma sociale»”. Infine fa sorridere che nel 1848, proprio come oggi, la città “simbolo” dello sfruttamento capitalistico europeo era ancora Londra, che non a caso divenne anche la sede scelta per la Prima Internazionale. 

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