19 ottobre. Il grande successo della manifestazione nello stupore dei mediaTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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19 ottobre. Il grande successo della manifestazione nello stupore dei media

Alla fine la manifestazione del 19 ottobre a Roma si è chiusa con un successo, con decine di migliaia di persone in piazza che hanno sfilato pacificamente. Se qualcuno sperava che prevalesse la violenza e basta, sarà rimasto deluso.

Una grande manifestazione di popolo con decine di migliaia di volti in piazza, una grande manifestazione di giovani, tanti giovani, che sono stati affiancati anche da tanti migranti. Alla fine di una giornata campale di mobilitazione, passione, e rabbia, quello che resta è il grande successo di un corteo che i media avevano cercato in tutti i modi di esasperare, alimentando un clima di tensione che avrebbe potuto portare facilmente a scontri e violenze. E invece nel corteo di ieri i giovani si sono comportati come veterani, quasi tutti hanno mantenuto il sangue freddo e sono riusciti a cogliere l’obiettivo che si erano preposti, ovvero realizzare una manifestazione che fungesse anche da blocco sociale per il futuro. Per la prima volta negli ultimi anni in piazza si è realizzata una nuova alleanza sociale, quello tra precari, donne, giovani, migranti, pensionati e disoccupati, e accanto a loro anche i centri sociali e i militanti del No Tav e No Muos. Una due giorni, quella del 18 e 19 ottobre, che indica in modo deciso una nuova strada da percorrere, quello dell’organizzazione della rabbia dell’Italia che viene esclusa dalla politica e ignorata dai media. Un’Italia che però ha voluto dimostrare che esiste, e che soprattutto è anche in grado di mettere insieme le lotte, collegandole tutte per costruire una unica, vera, piattaforma di azione. Non può essere infatti trascurato che per la prima volta migliaia di stranieri si sono uniti agli italiani in un unico e ideale abbraccio. per la prima volta tutti quelli che hanno subito e subiscono in prima persona i morsi della crisi si sono riconosciuti dalla stessa parte della barricata, decisi infine a lottare insieme contro un sistema che ingenera ingiustizie e li ha dimenticati. Inoltre finalmente si comincia a sentire anche una maturazione di obiettivi politici, con la rivendicazione democratica di decidere mentre si individuano come avversari diretti l’Europa dell’austerità e i suoi governi, da noi quello voluto da Giorgio Napolitano. Tante, tantissime le bandiere rosse in piazza, una risposta chiara e netta a coloro, e sono tanti, che continuano a ritenere “morta” la sinistra italiana. A essere morta è la sinistra che ha tradito se stessa, rinunciando alla costruzione di una alternativa e alla promessa di riscatto agli oppressi della terra, una sinistra, quella moderata e annacquata del nostro Paese, che vergognandosi di se stessa si vergogna anche delle persone che sono scese in piazza sabato. E invece quel popolo ieri ha urlato di esserci, ha mostrato di valere e di saper contare qualcosa, e questo nonostante tutti i media abbiano annunciato la manifestazione come un bollettino della questura. In una normale partita di calcio si sono visti scontri più violenti di quelli di ieri, ma i media ci riprovano, con “Il Giornale” che ha il coraggio di titolare: “Una passerella per i soliti violenti”, sì quelli della carta stampata.

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