2 giugno, la festa della Repubblica Italiana | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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2 giugno, la festa della Repubblica Italiana

Sarebbe facile dire che non c’è nulla da festeggiare, quasi scontato. Forse proprio per questo, in un fosco presente, potrebbe essere invece più utile ricordare quanto di buono avvenne il 2 giugno 1946, quando l’Italia divenne una Repubblica dopo lo sfacelo e la vergogna della Seconda Guerra Mondiale.

Il 2 giugno 1946 si scrisse la storia italiana. Anche se oggi saremmo tentati come tutti di accogliere questa ricorrenza in modo quasi beffardo visto il triste presente in cui ci troviamo a vivere, forse sarebbe più opportuno ricordarci come, in un passato recente, ci siano comunque stati esempi di eventi degni di essere rivissuti e ricordati. Il 2 giugno 1946 nacque la Repubblica Italiana a seguito del referendum istituzionale indetto per determinare la forma di Stato da dare al Paese dopo lo sfacelo del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale. Alla fine la vittoria della Repubblica sulla Monarchia ci fu, ma non era scontata, e infatti vinse con 12 717 923 (54,3%) voti contro i  10 719 284 (45,7%) che votarono per la monarchia. Ma quel giorno, il 2 giugno 1946, fu importante anche perchè i cittadini italiani, comprese le donne che votarono per la prima volta nella storia d’Italia, scelsero anche i componenti dell’Assemblea Costituente, quella che da lì a poco avrebbe redatto quanto di più bello abbiamo: la nuova Costituzione. Questo breve excursus ci serve a ricordarci quello che accadde in Italia in un passato che ci sembra lontano ma che invece è molto più vicino di quanto si pensi. Parliamo di un’Italia che era appena uscita da vent’anni di fascismo e da una folle guerra di aggressione trasformatasi in guerra civile e invasione, una guerra che lasciò un paese in rovina ma pieno di speranze nel futuro. Un Paese che con la Liberazione riscattò la vergogna del fascismo e che anche grazie al ruolo progressivo del Pci contribuì a porre le basi del boom successivo. Simbolo di quell’Italia migliore fu la Costituzione, forse la più bella del mondo, e non è casuale che oggi, nel 2016, proprio la Costituzione venga messa nuovamente in discussione. Anche questo, purtroppo, è un segno dei tempi.

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