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mercoledì , 29 marzo 2017
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2013. Il ritorno della Guerra Fredda

Secondo diversi analisti in questo 2013 si andrà verso una nuova Guerra Fredda tra Russia e Stati Uniti. Lo sostiene Stephen Cohen, esperto di faccende russe e professore di Studi e Storia russa nell’Università di Princeton e di New York. 

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In questo 2013 potrebbero esserci significative novità, anche e soprattutto per quanto riguarda le relazioni diplomatiche tra due grandi paesi, la Russia e gli Stati Uniti, due paesi che si sono resi protagonisti per tutto il XX secolo della Guerra Fredda. Secondo Stephen Cohen, esperto di Russia e professore di storia russa presso le università di Princeton e di New York, nei prossimi anni si assisterà a crescenti tensioni tra Mosca e New York. In sostanza secondo Cohen gli Stati Uniti negli ultimi non avrebbero mai realmente cooperato con Mosca, anzi, portando avanti la politica della Nato avrebbero interferito nella politica interna russa, costringendo Mosca a investire nuove risorse nella costruzione di missili difensivi. Stiamo parlando del sistema missilistico Nato, che ovviamente viene visto dalla Russia come una vera e propria minaccia alla propria sicurezza.

Intervistato da RT.com Cohen non ha avuto dubbi, secondo lui si assisterà nei prossimi anni a una vera e propria prosecuzione della Guerra Fredda. E’ dall’inizio degli anni Novanta che alcuni studiosi hanno ammonito Washington che, senza cambiare la propria politica, prima o poi Mosca avrebbe reagito continuando con gli schemi della Guerra Fredda, abbandonando la cooperazione invocata negli ultimi vent’anni. L’ultima prova di questa conflittualità è la legge firmata da Vladimir Putin che impedirà agli orfani russi di venire adottati da cittadini statunitensi. Cohen inoltre parla dei sentimenti anti-Putin che esistono negli Stati Uniti, definendoli completamente irrazionali. Il professore ha parlato di una vera e propria demonizzazione di Putin in America, una demonizzazione che viene strumentalizzata per chiudere ogni spiraglio di cooperazione tra Obama e il presidente russo. Insomma il tentativo di trasformare in cooperazione la Guerra Fredda tra Russia e Stati Uniti sarebbe fallito, una sorta di occasione persa. Le colpe maggiori sarebbero però degli Stati Uniti dal momento che quando Obama e Medvedev parlarono di relazioni tra i due paesi Mosca voleva certe cose da Washington e viceversa. Alla fine delle trattative però, gli Stati Uniti ottennero tutto ciò che desideravano, la Russia invece no.

In sostanza la politica americana nei confronti della Russia è in realtà rimasta immutata almeno da Bush fino a Obama e parla del tentativo occidentale di portare la Nato fino ai confini con la Russia. Da qui la costruzione di missili di difesa lungo i confini russi che hanno interferito direttamente nella politica russa, provocando dibattiti e manifestazioni di piazza. Si tratta del ritorno della stessa politica che venne utilizzata vent’anni prima con l’Unione Sovietica. Per questo secondo Cohen sarebbe del tutto ridicolo definire la politica di Obama nei confronti di Mosca come “soft”.

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