2015: Anno che comincia nel caos politicoTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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2015: Anno che comincia nel caos politico

2015: Anno che comincia nel caos politico

Dalle riforme del Governo che non vengono portare a termine, sino alle prossime elezioni del nuovo Presidente della Repubblica: l’Italia continua a navigare in un caos generale.

Fonte: Oltremedianews

Il 2014 è appena terminato. Tutta l’Italia spera di mettere davvero alle spalle un annus horribilis in materia politica e in materia economica. Non ci sono state le riforme che ilGoverno auspicava a febbraio e l’intero paese può considerarsi in un costante stallo. Lacrisi economica delle famiglie rispecchia la crisi delle istituzioni e delle aziende italiane.

Nell’anno appena trascorso l’Italia ha vissuto continui ribaltoni, nuove nomine ed elezioni, ma non politiche. Le elezioni registrate sono state solo comunali, regionali e,soprattutto, europee. Queste ultime sono state quelle più dibattute dal Governo e dalle varie opposizioni: tutti noi siamo memori dei famigerati “80 euro” di Renzi. Il problema sostanziale è che oltre gli 80 euro, c’è stato ben poco nei mesi successivi.

Se tutti gli italiani dovessero esprimere un desiderio per il 2015, sicuramente chiederebbero maggior pragmatismo in termini di riforme, più lavoro, più tutela per il cittadino e, soprattutto, meno tasse. Il Governo Renzi, infatti, sta continuando la politica diausterity dei precedenti governi Letta e Monti.

Ma se i risultati del Governo Renzi sono ampiamente discutibili, quello che provoca rabbia negli italiani sono le promesse continue all’interno di una “giungla politica”. Il termine potrebbe sembrare forte, ma sicuramente rende l’idea del momento della situazione politica italiana.

Al momento abbiamo un Governo composto da esponenti del Centro Destra e del Centro Sinistra. Il Premier, il quale è anche attuale segretario del Partito Democratico, ha stipulato il Patto del Nazareno con Berlusconi, del quale molti punti sono ancora ignoti. Per non parlare dell’ostruzionismo prevenuto in alcune occasioni di partiti più a sinistra come SEL e delle trovate discutibili di Grillo e dei 5 stelle.

Nel marasma generale, il Presidente della Repubblica ha annunciato che fra poche settimane si dimetterà dal suo incarico. Tutti sapevano che il secondo mandato diNapolitano non sarebbe stato portato a termine, ma i continui contrasti nel PD stesso, partito con il maggior numero di parlamentari, non fanno ben sperare riguardo l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Se poi si pensasse al fatto che durante questo anno e mezzo del secondo mandato del Presidente della Repubblica, i governi straordinari non siano riusciti a portare a termine neanche le riforme più urgenti, è legittimo chiedersi a cosa sia servita la rielezione di Napolitano. Dopo le sue dimissioni, i parlamentari in seduta comune dovranno di nuovo provare ad eleggere un Presidente della Repubblica, con la prospettiva che si possa andare ad oltranza per mesi. Al solo pensiero dei franchi tiratori nel PD, dell’ostruzionismo di Grillo e delle strategie di Berlusconi, questo rischio è concreto.
Chissà che lo scetticismo che tutti nutriamo nei confronti del panorama politico italiano non ci deluda in questo nuovo 2015.

Magari questo anno appena iniziato sarà un anno di grandi cambiamenti, di vere riforme, di stabilità economica vera e di più lavoro per tutti. Sì, magari. Gli italiani si accontenterebbero di vedere l’inizio del vero cambiamento e di un’inversione di rotta. La speranza è che tutto ciò avvenga, con l’impegno di tutti. Come ha detto Napolitano, ancora per poco Presidente della Repubblica, nel suo discorso di fine anno:”Mettiamocela dunque tutta, con passione, combattività e spirito di sacrificio”.

Danilo Di Trani

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