24 anni fa cadeva il Muro. A quando dei veri bilanci?Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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25 anni fa cadeva il Muro. A quando dei veri bilanci?

Il 9 novembre di 25 anni fa cadeva il “muro di Berlino”. Salutato da molti come l’avvio di una nuova era di “democrazia e libertà”, tale evento ha mantenuto le attese?

Dividere da una parte il bene e dall’altro il male non è mai un procedimento intelligente in quanto la complessità della vita ci induce a pensare invece che le cose siano molto più complesse. Affrontare con un approccio manicheo, come è stato fatto, il significato del muro, può servire a consolidare posizioni tattiche e politiche, ma non certo a favorire un dibattito serio. Quando il muro è crollato tale evento è stato interpretato in modo un pò troppo affrettato come la fine di una contrapposizione tra l’Occidente e l’ “Impero del male”, come Reagan ebbe modo di dire nel 1983. Per ventotto anni il muro di Berlino ha diviso i due mondi, e quell’evento ha segnato in profondità il corso degli eventi successivi, preludendo alla demonizzazione totale del “blocco socialista”. A distanza di 24 anni però è tempo di primi bilanci ed è emerso come il male del mondo non fosse la divisione in due blocchi, lo dimostra il disastro che ha colpito tutta la galassia sovietica all’indomani della dissoluzione dell’Urss, e la crisi sistemica che sta ricacciando l’Europa indietro di decenni riportando la povertà e lo sfruttamento nella realtà quotidiana di milioni di persone che pensavano, forse in modo arrogante, di essere entrati di diritto nel mondo del benessere. Non che bisogni mitizzare la Ddr, al contrario, tuttavia dal momento che il modello dalla parte Est del muro è stato ampiamente demonizzato da intellettuali, storici e media, bisognerebbe aprire un dibattito anche sui valori che incarnava quel modello che sono stati de facto eliminati dai tavoli della politica. A distanza di 24 anni inoltre nelle recenti elezioni tedesche il partito Linke negli ex territori della Germania Est ha conseguito ottimi risultati, dimostrando che la tanta attesa riunificazione se da un lato ha posto la Germania di nuovo tra i paesi più importanti del mondo, dall’altro ha fallito nel costruire una crescita armonica del Paese. Nessuna miope nostalgia dunque, ma in tempi di crisi nera del capitalismo cercare di avere un atteggiamento meno dogmatico e meno impregnato di guerra fredda potrebbe essere utile anche a recuperare quanto di buono vi era nei valori che ispiravano quel mondo.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/72337389@N07/7949354788/”>Silvia_Gioira</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/”>cc</a>

L.G.

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