25 Aprile, gloria eterna ai ribelli delle montagneTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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25 Aprile, gloria eterna ai ribelli delle montagne

A 70 anni dalla #Liberazione c’è ancora chi vorrebbe infangare il passato e la #Resistenza. Ma lo strazio e il dolore causato dai nazisti e dai fascisti non verrà mai dimenticato così come l’eroismo di chi,  vent’anni, donò la sua vita per riscattare il nostro Paese e donarci un futuro dignitoso. Uomini straordinari che morivano invocando la libertà e che tutto facevano per un ideale e non per denaro. Uomini che spesso e volentieri erano comunisti, anche se in molti fanno finta di niente.

Sono morti a vent’anni, sono morti a migliaia combattendo non tanto per qualcosa che gli era stata sottratta, perchè chi era nato nel Ventennio la libertà non la conosceva, ma per riscattare la vergogna di chi ha portato l’Italia nell’infamia della guerra dalla parte sbagliata della storia. Oggi a settant’anni da quei giorni sono ancora in troppi coloro che non sanno, che ignorano, che si disinteressano del significato di quella data, il #25Aprile. E invece quella data non è stata la semplice fine del regime fascista che tanti lutti ha portato, è stata la data del riscatto, è stato il risultato dell’eroismo di decine di migliaia di uomini e donne che hanno deciso, senza essere dei militari, di sfidare i rastrellamenti di Salò e delle Ss e di liberare casa dopo casa, caserma dopo caserma, casa dei balilla dopo casa dei balilla, per redimere la vergogna dell’Italia scesa in guerra dalla parte di Hitler, delle camere a gas, delle rappresaglie e delle svastiche. Partigiani tra cui c’erano anche tanti comunisti, uomini e donne che qualcuno come Pansa vorrebbe etichettare come estremisti che combattevano per fare la Rivoluzione in Italia e non per il loro Paese. Volgari menzogne, clamorose provocazioni che una sinistra quiescente e complice non ha contrastato per anni lasciando che si sedimentassero bugie su bugie. Per chi o cosa mai avrebbero dovuto combattere i partigiani, per l’Italia che aveva fatto l’Impero Coloniale che aveva fatto la guerra in Libia e in Etiopia e che rastrellava gli ebrei per conto dei tedeschi? Quei ragazzi combattevano per i loro ideali, e il comunismo era, ed è, un ideale di speranza, di giustizia, l’ideale di costruire un mondo diverso, un mondo migliore, un mondo di dignità, rispetto, e della fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Questi uomini hanno donato il loro sangue per noi, e oggi qualcuno vorrebbe equiparare il sacrificio dei repubblichini che obbedirono fino all’ultimo a Mussolini, al Terzo Reich e a Hitler. Per coloro che denigrano i partigiani l’onore era nel servire la parte sbagliata della storia fino alla fine, vessando, torturando e distruggendo tutti coloro che si opponevano alla guerra. Una storia, quella dei comunisti in armi nelle montagne e nelle città, che non riuscirà a essere insozzata da persone come Pansa, che non riuscirà a venire dimenticata perchè i comunisti in quegli anni hanno combattuto contro tutti, contro i nazisti, contro i fascisti e anche contro gli Alleati che a Nord non volevano mandare equipaggiamenti alle Garibaldi perchè pericolosi “comunisti”.  Noi invece non dimentichiamo e continuiamo a chiedere di ristabilire la verità storica e di non dare nessun riconoscimento a coloro che, scientemente, decisero di combattere per il fascismo sino all’ultima ora, impiccando donne, ragazzi e bambini in nome di una ideologia di morte, nazionalismo ed effimera gloria. BUON 25 APRILE

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