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lunedì , 11 dicembre 2017
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25 Aprile. Oltre le celebrazioni di rito

Negli ultimi mesi l’escalation di violenze in Ucraina ha fatto ripiombare il mondo in un clima fin troppo simile ad una Guerra Fredda 2.0. Purtroppo da un lato “la Guerra Fredda non é mai del tutto finita perché la sua radice é geopolitica prima che ideologica” (Lucio Caracciolo, direttore Limes), dall’altro l’atteggiamento europeo, anzi occidentale, verso i soggetti neofascisti ucraini risulta essere ambiguo in generale e addirittura di totale appoggio quando questi si contrappongono ad una potenza “non allineata”.

Yanukovich non è sicuramente un santo e fa parte dei “discendenti ideologici” di Boris Eltsin (oligarchi e compagnia) ma i suoi oppositori filo-europeisti sono pure peggio: dalla cara (all’Occidente) Yulia Tymoshenko, che vuole lanciare la bomba atomica su milioni di russi e “sparare a Putin con un mitra” ai neonazisti di Pravyj Sektor, che hanno fatto  numerosi assalti a sedi di partito e a luoghi di culto negli ultimi mesi.

Tutti questi personaggi sono stati più o meno appoggiati da istituzioni e figure pubblice italiane ed europee. Come non ricordare l’invito della Presidente della Camera Laura Boldrini alla figlia di Yulia Tymoshenko? o Gianni Pittella che addirittura ha preso l’aereo per andare a parlare ad un comizio dove erano presenti i militanti di Svoboda?

Meglio stare dalla parte opposta della barricata, con gli antifascisti e i comunisti ucraini che ogni giorno si oppongono all’avanzata di militanti (ma ormai conviene chiamarle truppe) neonazisti e teppisti della peggior specie.

Questo 25 Aprile, giorno della Liberazione dal nazifascismo, voglio quindi dedicarlo a tutte quelle persone, operai, studenti, donne, anziani, lavoratori e lavoratrici che oggi stanno lottando, purtroppo non sono culturalmente ma anche fisicamente, contro il nazifascismo. C’è evidentemente chi pensa che il fascismo sia tollerabile se viene condito con un po’ di “sano” (sano?) europeismo va bene. Io no.

Antifascismo sempre e non a targhe alterne!

Davide Busetto

http://www.davidebusetto.it/wordpress/2014/04/25-aprile-oltre-le-celebrazioni-di-rito/

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Un commento

  1. domani è il 25 aprile.
    come ogni anno da 23 anni a questa parte (avevo 16 anni la mia prima volta), andrò a porta san paolo, portando la mia bandiera sovietica.
    Quest’anno però avrei voluto portare anche il nastro di san Giorgio, quel nastro nero-arancio che è simbolo della vittoria sovietica sulla bestia nazista.
    è un simbolo antifascista che è diventato l’emblema della resistenza antifascista delle popolazioni dell’est dell’ucraina.
    avrei voluto portarlo in segno di solidarietà e affetto per i fratelli e compagni della repubblica popolare di Donetsk che in queste ore stanno lottando contro l’insensata ferocia degli eurofascisti di Kiev.
    Però non sono riuscito a trovarlo.
    Ormai temo che sia troppo tardi anche per organizzare qualcosa di autoprodotto con i miei compagni e amici, tantopiù che vivo fuori Roma.
    Però se si riuscisse a passare la voce e qualcuno riuscisse ad organizzare una distribuzione militante domani nelle piazze, sarei ben felice di acquistarne uno sul posto.

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