27 Gennaio, il giorno della Memoria. Ma già troppo è stato dimenticatoTribuno del Popolo
sabato , 29 luglio 2017
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27 Gennaio, il giorno della Memoria. Ma già troppo è stato dimenticato

“Ogni essere umano che ami la libertà deve più ringraziamenti all’Armata Rossa di quanti ne possa pronunciare in tutta la sua vita.” Ernest Hemingway

Oggi è il 27 gennaio, non è un giorno come tanti altri,è il giorno “della Memoria”, lo stesso giorno in cui, nel 1945, i soldati dell’Armata Rossa giunsero nei pressi dei cancelli di Aushwitz, uno dei tanti campi di concentramento dove la follia abominevole del nazismo e del fascismo rinchiudeva migliaia di “indesiderabili”: ebrei, comunisti, zingari, omosessuali, dissidenti politici. A loro venivano tolti anche i nomi, e venivano stipati nei campi in attesa dell’eliminazione fisica, una delle parentesi più oscure della storia dell’Occidente, una ferita aperta, che sanguina ancora, ogni giorno. Se non altro i libri di storia oggi raccontano quello che successe nella Seconda Guerra Mondiale, ma purtroppo anno dopo anno viene dimenticato qualcosa, come se quei fatti fossero ormai troppo lontani da noi per poterci ancora insegnare qualcosa. Ogni anno si perde qualcosa, ogni anno qualche reduce e qualche partigiano ci lascia, e la memoria condivisa di indebolisce ancora un pò di più. E proprio oggi che forse pensiamo di essere immuni dal rischio di un autoritarismo e di una dittatura, emerge con ancora maggior nettezza lo spettro di quei sentimenti e quelle idee che hanno portato a pianificare e a realizzare lo sterminio pianificato di un’intero popolo e di centinaia di migliaia di persone indesiderabili. Le istituzioni, a oggi, ancora non hanno preso posizione nettamente contro quei pensieri e quella cultura, e soprattutto si è già perso un pezzo della verità. A molti può non piacere ma il 27 gennaio ad Aushwitz fu l’Armata Rossa ad aprire i cancelli e a porre fine all’abominio del lager; in Italia, nel nostro paese, furono i partigiani a combattere colpo su colpo contro i repubblichini di Salò che caricavano gli ebrei su vagoni piombati per la Polonia. Oggi, in Italia, la destra eversiva continua a considerare i comunisti come dei paria, come persone che non dovrebbero meritare di trovare rappresentanza politica, eppure dimenticano la verità, dimenticano che senza la per loro odiata falce e martello, forse anche la Seconda Guerra Mondiale sarebbe finita diversamente. Anzi, a ben pensarci forse odiano così tanto i comunisti proprio per quello, sono coloro che hanno impedito si realizzasse un piano criminale e vergognoso, intrecciato a doppio filo con l’estrema destra più retriva e reazionaria, quella che purtroppo sopravvive nelle nostre città con la collusione della politica, vedi dichiarazioni di oggi di Silvio Berlusconi su Mussolini. Ricordare dunque, ma ricordare tutto, ricordare anche chi ha combattuto dalla parte giusta, e chi invece combatteva accanto ai nazisti, accanto ai fascisti e ai tedeschi. Oggi, in Italia, esistono ancora centinaia di migliaia di persone che simpatizzano ancora per il Duce, e che non prendono ancora posizione apertamente contro quell’abominio, tra loro ci sono alcuni leader politici del centrodestra. Per questo bisogna ancora ricordare, oggi a vincere non sono le forze che posero fine ad Aushwitz, ma quelle che segnarono il suo inizio.

Il tribuno

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