L'erba del "vicino" è sempre più verde?Tribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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L’erba del vicino è sempre più “verde”

Esiste una categoria di persone particolarmente fastidiosa: sono gli esterofili. Si tratta di persone che sono andate a vivere all’estero e che non smetteranno per un secondo di sottolinearvi quanto siano stati furbi ad essere andati via dall’Italia e a quanto siano appaganti le loro nuove vite rispetto alla vita italiana di sfruttamento, amarezza e impotenza….

Di solito potete leggere le lettere dei cosiddetti “esterofili” su blog patinati o su giornali alla moda. Spesso e volentieri si tratta di ragazzi e ragazze, magari di buona famiglia, che pur di inseguire il loro sogno e le loro aspirazioni non si sono fatti “tarpare le ali” e sono andati all’estero a realizzare se stessi. Fin qui nulla di male, andare all’estero è sicuramente una scelta coraggiosa e che merita rispetto, così come però meriterebbe rispetto anche la scelta di non andarsene dal momento che la vita è difficile per tutti e ognuno anche grazie al proprio background e contesto familiare prende la decisione che reputa migliore per sè. Eppure vi sarà molto spesso capitato di imbattervi in questi personaggi che per semplificazione chiameremo “esterofili”, ovvero persone in carne e ossa come voi che però in qualche modo pensano di “valere di più” per il semplice fatto di essere andati a fare una esperienza di vita all’estero. All’estero, vi diranno, sapranno valorizzare le vostre qualità, non come in Italia dove le cose non funzionano, “tutti rubano” etc etc. Alcuni ce la fanno davvero e sono andati all’estero per migliorare la propria condizione lavorativa, altri sono finiti a fare i lavapiatti ma poco importa. Quel che importa è che voi che siete rimasti a casa sarete un pò sfigatelli e non dovete nemmeno lamentarvi dal momento che chi vuole può sempre andarsene come hanno fatto loro. I media poi cercano in tutti i modi di favorire l’emigrazione di massa proponendo come riferimenti e modelli sociali persone che sono andate all’estero, come poi se la realizzazione professionale fosse l’unica cosa importante da conquistare nella vita. Ben lungi da noi essere nazionalisti eppure pensiamo che questa nostra povera Italia tanto vituperata, peraltro dagli stessi italiani, forse qualcosa di bello da salvare ancora ce l’ha, e forse varrebbe ancora la pena rimanere qui, nonostante tutto. Beninteso benissimo andarsene, ma la scelta di rimanere in Italia o andare all’estero non può divenire un paradigma per giudicare una persona. E diciamolo la storia di questi ragazzi e ragazze in carriera che vanno a fare i top manager in Qatar ci hanno un pò rotto le scatole, sembra quasi che ciò che sia giusto per se stessi venga deciso dai media che stabiliscono che andare all’estero è cool e rimanere a fare i precari è da sfigati.

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