29 settembre 1944, Noi non dimenticheremo maiTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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29 settembre 1944, Noi non dimenticheremo mai

Il 29 settembre 1944 a Monte Sole andava in scena uno dei più vergognosi e cruenti eccidi della Seconda Guerra Mondiale perpetrato dalle truppe nazifasciste. L’eccidio avvenne nel territorio di Marzabotto e nelle colline di Monte Sole e ha causato qualcosa come 800 morti.

Noi non dimentichiamo, e non è un banale orpello retorico o un esercizio di forma bensì una dichiarazione di intenti che viene confermata di giorno in giorno, senza tregua. L’eccidio di Monte Sole (più noto come strage di Marzabotto, dal maggiore dei comuni colpiti) fu un insieme di stragi efferate compiute dalle truppe di occupazione nazifasciste tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944. Stiamo parlando del territorio compreso tra Marzabotto e le colline di Monte Sole, in provincia di Bologna,  le stragi sono avvenute nel quadro di un’operazione di rastrellamento che fu ordinata dai nazifascisti contro la formazione partigiana emiliana Stella Rossa. Fu una strage raccapricciante dove i nazisti trucidarono oltre 800 persone, comprese donne e bambini, e rappresenta uno dei più gravi crimini di guerra perpetrati contro la popolazione civile dalle truppe tedesche e fasciste. “La nostra pietà per loro significhi che tutti gli uomini e le donne sappiano vigilare perchè mai più il nazisfascismo risorga”, questo è quello che si legge nella targa apposta di fronte al cimitero di Casaglia. E dire che dopo il 12 agosto 1944 con il massacro di Sant’Anna di Stazzema, si pensava che gli eccidi dei nazifascisti si fossero, almeno momentaneamente, palcati. Kesserling invece era di un altro avviso e dopo aver scoperto che i partigiani della Stella Rossa avevano legami di parentela e amicizia con la popolazione di Marzabotto, decise di punire direttamente i civili per impartire una dura lezione. Il capo dell’operazione fu il maggiore Walter Reder,comandante del 16º reparto corazzato ricognitori (Panzeraufklärungsabteilung) della 16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS, sospettato a suo tempo di essere uno tra gli assassini del cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss. La mattina del 29 settembre i battaglioni delle SS e della Wehrmacht circondarono e rastrellarono tutta la zona compresa tra le valli del Setta e del Reno. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole la popolazione atterrita si rifugiò nella chiesa di Santa Maria Assunta, raccogliendosi in preghiera. Irruppero i tedeschi, uccidendo con una raffica di mitragliatrice il sacerdote, don Ubaldo Marchioni, e tre anziani. Le altre persone, raccolte nel cimitero, furono mitragliate: 195 vittime, di 28 famiglie diverse tra le quali 50 bambini. Fu il macabro inizio di una strage che in realtà era solo appena cominciata. I nazifascisti rastrellarono ogni singolo casolare e passarono tutti per le armi senza alcuna pietà Dopo una settimana buona di stragi alla fine il bilancio ha parlato di 770 morti, un bilancio che fu pervicacemente e criminalmente negato dalle autorità fasciste della zona e dalla stampa locale, responsabili quindi di aver cercato in qualche modo di insabbiare l’infame massacro.

Al termine della seconda guerra mondiale, Walter Reder fu processato e nel 1951 condannato all’ergastolo. Il 14 luglio 1980 il tribunale militare di Bari gli concesse la libertà condizionale, aggiungendo però un periodo di trattenimento in carcere di 5 anni, “salva la possibilità per il governo di adottare provvedimenti in favore del prigioniero”. Il 23 gennaio 1985, il presidente del consiglio Craxi decise di liberare anticipatamente Reder dopo che nel mentre i governi tedesco e austriaco erano intervenuti, incomprensibilmente, a suo favore. Sarebbe comunque deceduto a Vienna nel 1991. Nel 2006  invece ha avuto inizio il processo contro 17 imputati, tutti ufficiali e sottufficiali della 16. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS. Nel 1994 furono scoperti ben 700 fascicoli di inchiesta presso la sede della Corte Militare d’Appello di Roma, tutti archiviati sotto il timbro “archiviazione provvisioria” e datati 1960. Tali fascicoli facevano parte del cosiddetto “armadio della vergogna”, un armadio volutamente tenuto sigillato fino al 1994 per non rovinare i rapporti con la “nuova” Germania democratica.Il 13 gennaio 2007 il Tribunale Militare della Spezia ha infine finalmente ma tardivamente condannato all’ergastolo dieci imputati per l’eccidio di Monte Sole, ritenuti colpevoli di violenza pluriaggravata e continuata con omicidio.I condannati, tutti in contumacia, sono: Paul Albers, Josef Bauchmann, Hubert Bichler, Max Roithmeier, Adolf Schneider, Max Schneider, Kurt Spieler, Georg Wache, Helmut Wulf, e Heinz Fritz Traeger.

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