50 sfumature di ignoranza sul comunismoTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
50 sfumature di ignoranza sul comunismo

50 sfumature di ignoranza sul comunismo

Siamo nel 2015 eppure oggi se chiedeste a qualcuno cosa ne pensa del comunismo quasi tutti risponderebbero: “Un’idea sbagliata che ha fatto milioni di morti”. Quanti sono a conoscenza di che cosa realmente sia? E soprattutto, è possibile informarsi in modo indipendente e libero senza incappare nella censura e nella riprovazione sociale? 

Provate a fare un esperimento: andate per strada e chiedete a negozianti, persone della strada o chiunque vogliate che cosa ne pensino del comunismo. Quasi tutti, a parte ovviamente significative eccezioni, vi risponderanno facendo una faccia un pò così e magari guardandosi intorno come a controllare che non ci sia nessuno che li ascolti. Quasi tutti vi risponderanno in modo estremamente negativo, alcuni parleranno di “utopia irrealizzabile”, molti tireranno fuori i “milioni e milioni di morti”, e non è nemmeno colpa del loro del resto dal momento che del comunismo nel XXI secolo resta questo. Anche a scuola infatti si parla del comunismo come di una delle “ideologie” del XX secolo, relegando la Rivoluzione di Lenin e Stalin in Russia un pò alla stessa stregua della nascita del nazifascismo in Italia e Germania con Mussolini e Hitler. E infatti quasi tutti quelli a cui lo chiederete vi diranno che, dopotutto, il comunismo è un pò la stessa cosa del fascismo, un estremismo negativo e radicale che porta alla guerra e allo sterminio. Inutile dire che nella Seconda Guerra Mondiale fu grazie al comunismo che Hitler venne fermato, e la Russia sovietica con i suoi oltre venti milioni di morti contribuì indirettamente alla “democrazia” di cui oggi amiamo ammantarci, impedendo la vittoria del Terzo Reich e del fascismo. La storia però non viene raccontata in questo modo, il ruolo dell’Urss viene rimpicciolito a fronte secondario e addirittura si lascia intuire su quasi tutti i libri di testo che i veri “antifascisti” erano inglesi e americani, non certo i sovietici che con il “Molotov-Ribbentropp” a loro dire avrebbero sancito la spartizione della Polonia stabilendo anche una affinità ideologica che però esiste solamente nella propaganda da Guerra Fredda nel campo occidentale (recentemente un giornale britannico ha messo in luce come Stalin provò diverse volte a creare un asse con Londra e Parigi contro Hitler, ma Inghilterra e Francia preferirono nicchiare sperando di incanalare le mire espansionistiche di Hitler verso la Russia, vedi qui) . Ma del resto anche la storia dell’Urss e del suo ruolo nella Seconda Guerra Mondiale e dopo centra solo marginalmente sul nodo che vogliamo qui affrontare. Innanzitutto smentiamo quanti sostengono che il comunismo sia una cosa “negativa” come il fascismo. C’è un motivo se in Italia è legale dichiararsi comunisti ma non lo è dichiararsi fascisti, e il motivo è che i comunisti, piaccia o meno a i nostri contemporanei, hanno firmato la Costituzione democratica italiana vigente con il loro sangue, e meritano rispetto e dignità esattamente come tutte le altre componenti. Questo non può essere cambiato, così come non può essere cambiato che in Italia i partigiani comunisti hanno combattuto contro il Terzo Reich e i repubblichini, che al contrario, combattevano nientemeno che con Hitler aiutando a deportare ebrei, comunisti, socialisti e dissidenti verso i campi di concentramento. Quindi l’equiparazione comunismo-fascismo non regge semplicemente per il fatto che, a differenza del fascismo, non esiste un solo tipo di “comunismo” che porta inevitabilmente a una dittatura tirannica e ingiusta, esistono tanti tipi di comunismo quanti sono gli stati che hanno provato ad approcciarsi a quella filosofia di pensiero. Il “comunismo”, anche se ovviamente questo non viene più detto da nessuno, non prevede nessuna “razza eletta” che per diritto di natura deve esercitare controllo e arbitrio su qualcun altro, non prevede nessun “destino manifesto” o “grazia di Dio” da rispettare bensì un criterio scientifico di organizzazione della società volto a diffondere un benessere comune a tutti e soprattutto a porre fine una volta per tutto allo sfruttamento di una classe sociale su un’altra e di un individuo su un altro. Tutto il resto, le violenze, le cose esecrabili (ammesso che vengano provate con fonti attendibili, cosa che con il comunismo spesso non accade), sono stati errori e crimini di uomini, non sono necessariamente imputabili all’ideologia per cui li hanno commessi. Altrimenti bisognerebbe sostenere che anche i crimini commessi per il profitto e per la religione screditino rispettivamente il capitalismo e la religione, cosa che invece non accade dal momento che l’individuo medio è in grado di distinguere la dottrina del cristianesimo (o di qualsiasi altra religione) dai crimini commessi in suo nome. Come mai questo non accade anche con il comunismo? Perchè la società che si preponeva di criticare e rovesciare ha reagito scaricando tonnellate di immondizia, pregiudizi e falsità sul comunismo nel suo complesso, con il risultato che i crimini imputati al comunismo sono diventati inscindibili dai contenuti della sua ideologia. Quello che l’uomo della strada pensa di sapere non è un’idea di comunismo, ma un’idea precostituita di comunismo, l’idea che la società in cui viviamo vuole che si abbia del comunismo, il che è ben diverso. Non ci credete? I libri di Karl Marx esistono ancora, basta leggerli per capire che cosa si propone l’ideologia comunista e sicuramente all’interno del “Capitale” si troveranno meno aspetti violenti che all’interno del “Mein Kampf” oppure dei libri storici del neoliberismo che arrivano a occuparsi solo più di profitti trattando gli individui come risorse, come numeri, come materia. E se ancora non ci credete spiegateci almeno come mai c’è stato bisogno per screditare il comunismo di inventare, letteralmente, migliaia e migliaia di luoghi comuni e bugie, dai comunisti mangiabambini fino ai trinarciuti, fino alle notizie dei comunisti che preparavano la Terza Guerra Mondiale o la guerra batteriologica. Insomma ognuno è giusto che abbia l’idea politica che preferisce, ma suggeriamo di informarsi su qualcosa prima di prendere posizione, altrimenti il rischio è quello di venire presi in giro. Insomma, quanti affollano i social network pensando che i comunisti siano “zecche” o hippies che non si lavano e buonisti, tutti contraddistinti dall’essere dei parassiti (magari viziati) che non vogliono lavorare, dovrebbero come minimo prendere in mano un libro di storia e capire che l’ignoranza è un male grave, ma che a differenza di altri può essere facilmente curato.

GB

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top