7 novembre. Quanto dobbiamo alla Rivoluzione d'Ottobre?Tribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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7 novembre. Quanto dobbiamo alla Rivoluzione d’Ottobre?

Come ogni anno si arriva al  7  novembre, anniversario di quel 7 novembre 1917 in cui cominciò ufficialmente quella Rivoluzione che sconvolse il mondo. Oggi si tenta con la “Damnatio Memoriae” di cancellare o modificare la storia, ma la Rivoluzione resta lì, sullo sfondo, a indicarci tutto quello che abbiamo guadagnato nell’ultimo secolo e tutto quello che oggi, ci stanno togliendo. 

Il 7 Novembre 1917 accadde qualcosa di straordinario: era sera inoltrata quando l’Incrociatore Aurora a largo di San Pietroburgo sparò un colpo di cannone. Era un colpo di cannone atteso spasmodicamente dalla plebe affamata dalla guerra, atteso invece con terrore dai nobili, dai borghesi e dal clero in quanto significava la fine del mondo che conoscevano, significava l’inizio di una Rivoluzione che avrebbe sconvolto per sempre la storia. Quel giorno, come in parte anche quel giorno del 1789, ha indicato in modo prepotente come non esistano ottimati e unti dal signore eletti che meritano di dominare sugli altri, o meglio esistono ma possono essere sconfitti. Quel giorno ci indica in modo inequivocabile come anche un sistema capillare, pervasivo, ingiusto e feroce come quello zarista possa essere abbattuto mediante l’organizzazione della masse popolare e soprattutto grazie alla forza idealistica del riscatto sociale.

Ma la Rivoluzione è stata anche molto, ma molto di più. E’ stato un enorme processo di cambiamenti sociali, di costruzione di uno Stato, di ingresso di milioni di proletari nella cosa pubblica, uno sconvolgimento straordinario che ha riscritto le regole del mondo, obbligando tutti i sostenitori dell’ Ancièn Regime a prenderne atto. Sarebbe opportuno riflettere sul fatto che la gran parte delle nostre conquiste del fantomatico “Occidente” non sono arrivata grazie alle lotte e alle rivendicazioni all’interno dell’Occidente capitalistico ma sono arrivate come risultato delle enormi conquiste dell’Unione Sovietica. Senza Urss tutte le nostre conquiste sociali hanno cominciato ad essere messe in discussione, con il risultato che l’umanità si appresta a tornare indietro di un secolo e più. Per non parlare del fatto che la Rivoluzione sovietica ha creato le premesse per la sconfitta del nazifascismo, altro elemento che la Damnatio Memoriae sta cercando di offuscare in quanto se la gente desse il giusto risalto all’apporto dell’Armata Rossa nella sconfitta di Hilter forse guarderebbe a tutta la storia dell’Urss in modo differente, e questo è un rischio che i capitalisti di oggi non possono correre.

Non a caso per fermare la Rivoluzione di Lenin e Stalin il mondo capitalistico reagì infiammando una guerra civile terribile in territorio russo, anche questo non viene opportunamente ricordato evidentemente perchè si tratta di qualcosa di scomodo e da dimenticare in fretta. E se il comunismo sovietico e la Rivoluzione sono riusciti a trionfare anche in quelle condizioni terribili vuol dire che esisteva il consenso popolare, tanto più forte quanto più forte era lo sfruttamento che colpiva la Russia. Inoltre ricordare la Rivoluzione significa anche ricordare che in quel contesto e in quel periodo nel 1917 nessuno credeva anche solo possibile potesse accadere qualcosa di simile. E questo dovrebbe essere un messaggio di speranza, il futuro non è ancora scritto e il passato non va dimenticato.

Gracchus Babeuf

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