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giovedì , 14 dicembre 2017
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A Catania una strada intitolata ad Almirante. L’indignazione dell’Anpi

Come se Catania non avesse già abbastanza vergogne, la Commissione toponomastica del Comune guidato dall’ex (?) fascista Raffaele Stancanelli (Msi e An, prima di approdare al Pdl) sembra abbia deciso di intitolare una strada all’assassino Giorgio Almirante.

Tratto da http://www.zenzeroquotidiano.it/a-catania-una-strada-intitolata-ad-almirante-lindignazione-dellanpi/

A diffondere la notizia è stata la sezione catanese dell’Anpi che – in una nota a firma della presidente provinciale, Santina Sconza – ricorda come chi ha “partecipato come protagonista alla rivista del nascente razzismo fascista” e ha contribuito alla persecuzione degli ebrei, ha svolto un ruolo importante nella Repubblica di Salò e ha fatto fucilare i giovani italiani che rifiutavano di arruolarsi nell’esercito della Repubblica sociale italiana, non possa essere indicato alle future generazioni come “modello di vita e di cittadinanza”.

La presidente dell’Anpi etnea ricorda quindi che il capo del Msi – come “processualmente provato” – protesse uno degli autori della strage di Peteano, dove furono uccisi il 31 maggio 1972 tre carabinieri con un’autobomba, ma “il fascista in doppiopetto” fu salvato dalle sue responsabilità soltanto grazie all’immunità parlamentare e ad “un’amnistia praticamente ad personam, della quale beneficiava in quanto ultrasettantenne”.
Per l’Anpi la strada andrebbe intitolata “non ai terroristi ma alle loro vittime: il brigadiere Antonio Ferraro e i carabinieri Donato Poveromo e Franco Bongiovanni”.

E parla di “oltraggio” il gruppo “Memoria e libertà”, ricordando il lunghissimo curriculum criminale di Almirante e sottolineando come nel chiostro del Palazzo comunale di Catania una lapide richiami “alla memoria comune i nominativi di trentacinque cittadini catanesi che tra i molti immolarono la vita durante la Lotta di Liberazione contro i nazifascisti”: “alfieri della democrazia” – questi trentacinque tra centinaia di migliaia – che per l’associazione aspettano che sia dedicata loro una strada come “riferimento di valore per i cittadini e per i giovani”.

Quindi l’elenco con i trentacinque nomi, che si apre con quelli di tre donne: Beatrice Benincasa, Graziella Giuffrida, Eugenia Corsaro, “giovanissime combattenti per la Libertà, torturate, seviziate ed uccise dai nazifascisti”.

Patrizia Maltese

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