A chi interessa l'anarchia in Libia?Tribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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A chi interessa l’anarchia in Libia?

A chi interessa l’anarchia in Libia?

Tutti piangono di fronte all’ennesima tragedia del mare in Mediterraneo che ha causato la morte di circa 900 persone. Spesso sono gli stessi che hanno accettato a cuor leggero di bombardare Gheddafi e magari sono quegli stessi che continuano a non togliere l’embargo sulle armi alla Libia, lasciando che sul terreno ci sia un tutto contro tutti che avvantaggia solo i trafficanti di uomini. 

Il giorno dopo la morte di massa di centinaia di profughi in mare tutti si sentono in dovere di dire la loro, magari di postare preghiere laiche sui social network, e si finisce spesso e volentieri per diventare retorici senza cogliere quello che è il reale nocciolo del problema. Se si affrontasse la situazione con una reale convinzione di andare a cambiare le condizioni che portano i trafficanti di uomini a prosperare, ecco che si dovrebbe tornare per forza di cose al 2011, quando qualcuno invocava la rimozione del “tiranno” Gheddafi. Allora il Colonnello avvisò che senza di lui masse sterminati di migranti avrebbero letteralmente invaso l’Europa, ma nessuno lo ascoltò anche perchè per l’opinione pubblica era lui l’ “Hitler” del momento da rimuovere ad ogni costo. Poco dopo però si è scoperto che nessuno aveva delle ricette per il futuro della Libia e il paese è scivolato progressivamente nel caos, sconvolto da una guerra civile nella guerra civile con intere regioni in mano a bande armate. In questa situazione drammatica, incredibilmente, l’Ue ha mantenuto l’embargo sulle armi nei confronti del governo di Tobruk, che poi è anche l’unico governo riconosciuto da diversi paesi della comunità internazionale. Ora, accade che il governo di Tobruk, una delle tre forze che si contende il potere in Libia, non riesca a imporsi sugli islamisti anche perchè in troppi sembrano volere esattamente questo scenario di tutti contro tutti, uno scenario nel quale gli unici a prosperare sono per l’appunto i trafficanti di uomini. E dato che sull’onda emotiva dei morti in troppi parlano di missioni italiane in Libia, ecco che si configura il rischio di andare a intervenire in un contesto nel quale un eventuale attacco italiano alle coste libiche finirebbe solo per favorire nuovi trafficanti di morte perchè la guerra crea miseria e disperazione e delle persone povere e disperate sono pronte a prendersi qualsiasi rischio, anche quello di morire. Del resto da diverso tempo si sbandiera anche la presenza del Califfato in Libia, una presenza che si sarebbe potuto tranquillamente sradicare ma che, evidentemente, serve a limitare il potere degli altri attori regionali evitando che uno prevalga sugli altri. E costoro che parlano di geopolitica, solidarietà e migrazioni, possono davvero escludere che chi ha rimosso Gheddafi non sapesse che avrebbe determinato esattamente uno scenario simile?

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