A cinque anni dalla strage di ViareggioTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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A cinque anni dalla strage di Viareggio

Sono passati cinque anni dal maledetto 29 giugno 2009 quando un treno carico di gpl deragliò nella stazione di Viareggio provocando 32 morti e centinaia di feriti. Domani ricorre il quinto anniversario della strage, ed è davvero impossibile dimenticare. 

Difficile se non impossibile dimenticare quel maledetto 29 giugno di cinque anni fa. Erano le 23:48 quando il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, con tanto di quattordici carri cisterna contenenti Gpl, deragliò provocando un inferno vero e proprio nella quale avrebbero trovato la morte ben 32 persone. Quale fu la causa è ancora difficile dirlo con certezza, probabilmente il cedimento del carrello del primo carro cisterna che avrebbe causato il deragliamento anche di altri quattro carri. A contatto con l’ossigeno il Gpl si è incendiato alla prima possibilità di innesco causando danni immediati e uccidendo quasi sul colpo 11 persone, investite dalle fiamme o dalle macerie del crollo degli edifici.  Purtroppo ci sono stati anche molti feriti gravi con ustioni che sarebbero poi morti anche a distanza di diverse settimane. L’esplosione ha interessato anche la vicina Via Ponchielli, dove alcune abitazioni sono state letteralmente sventrate. Alla fine il bilancio è stato severo e molti non riescono a non dimenticare il funerale di Stato del 7 luglio cui presero parte oltre 30.000 persone. Impossibile  dimenticare le immagini delle fiamme di quella sera maledetta, e infatti i macchinisti non dimenticheranno e per la giornata del 29 giugno sono state pensate diverse iniziative per ricordare ma anche per chiedere verità, sicurezza e giustizia.  I macchinisti hanno invitato tutti i loro colleghi in partenza in transito da Viareggio ad emettere lunghi fischi per far sentire l’affetto e la vicinanza alla città di tutti i ferrovieri che ancora chiedono maggiore sicurezza sui binari e soprattutto chiedono di sapere la verità per sapere che cosa successe quella sera e chi sbagliò. Mentre il processo presso il tribunale di Lucca sta entrando nel vivo, sarà un modo anche per ricordare Riccardo Antonini, licenziato dagli imputati della strage per il suo impegno civile.

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