A Como il sindaco Pd caccia l'AnpiTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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A Como il sindaco Pd caccia l’Anpi

Episodio gravissimo a Como dove il sindaco del Pd Mario Lucini ha raccolto l’appello dei neofascisti di Militia vietando all’Anpi una sala della circoscrizione per parlare dei crimini italiani in Jugoslavia. 

La notizia ci ha lasciato letteralmente basiti, ma purtroppo è proprio così. Ormai fascismo e antifascismo vengono considerati in modo dissennato come due facce della stessa medaglia, una autentica vittoria per neofascisti e neonazisti, che finalmente possono alzare la testa con il placet delle istituzioni. Pensate che esageriamo? Vorremmo, ma quanto successo a Como, purtroppo, sembra darci ragione. Nella giornata di sabato infatti, la locale sezione Anpi Como e l’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta” avevano organizzato un incontro pubblico con la storica Alessandra Kersevan all’interno della sala delle conferenze della Circoscrizione 1. Insomma un dibattito storico, reale, per approfondire i terrificanti crimini commessi dai fascisti nel corso dell’occupazione della Jugoslavia tra il 1941 e l’8 settembre del 1943, quando gli italiani realizzarono un vero e proprio sistema di campi di concentramento nei quali vennero internati migliaia e migliaia di jugoslavi, tra cui donne, uomini, vecchi e bambini rastrellati in villaggi che sono stati talvolta persino bruciati con il lanciafiamme. Mussolini e Roatta realizzarono un vero e proprio piano di pulizia etnica, ma tutto questo evidentemente non bisogna ricordarlo. I fascisti di Militia ovviamente non hanno preso bene questa iniziativa da parte dell’Anpi e hanno pensato bene di lamentarsi per cercare di evitarne lo svolgimento. Si penserà che il sindaco, Mario Lucini, non avrà nemmeno voluto ascoltare i neofascisti di Militia, e invece, incredibilmente, il sindaco ha deciso di obbedire e ha negato il salone della circoscrizione all’Anpi. con la scusa della par condicio tra associazioni partigiane e organizzazioni di estrema destra. Un abominio che implica che secondo il sindaco Anpi e Militia sono la stessa cosa dal momento che l’amministrazione aveva negato nei giorni scorsi un salone della circoscrizione per la celebrazione di un esponente del regime nazista. Insomma, secondo Lucini celebrare un nazista e ricordare i crimini del fascismo, è la stessa cosa.

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