A Kiev sì ma a Damasco no. I due pesi e due misure dell'OccidenteTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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A Kiev sì ma a Damasco no. I due pesi e due misure dell’Occidente

A Kiev sì ma a Damasco no. I due pesi e due misure dell’Occidente

Recentemente si sono tenute le elezioni presidenziali in Ucraina in un clima di crescente guerra civile e con tutto l’Est del Paese che non ha partecipato alle votazioni. Nonostante questo l’Occidente ha riconosciuto sorridente le elezioni ucraine mentre ha definito una “farsa” quelle della Siria perchè si sarebbe votato solo nelle zone controllate da Damasco.

La si può pensare in un modo o in un altro, il che è ovviamente legittimo, ma c’è qualcosa che stride nell’atteggiamento dell’Occidente nei confronti delle elezioni che si sono tenute a Kiev e Damasco nel giro delle ultime tre settimane. Il motivo? E’ presto detto: A Kiev si è votato in un clima di tensione parossistica con il Paese diviso e in preda alla guerra civile, con candidati presidenti che sono stati percossi e hanno ritirato la loro candidatura e con tutte le regioni a Est dell’Ucraina che hanno sostanzialmente disertato le urne. In questi giorni si sta votando anche in Siria, paese martoriato da quattro anni di guerra civile, ma l’Occidente su Damasco ha completamente un’altra visione definendo le elezioni siriane come “una farsa” sostenendo, udite udite, che sarebbero elezioni finte in quanto si sarebbe votato solo nelle aree controllate da Assad. Davvero particolare come visione dal momento che si tratta di due casi per certi versi speculari. Tra le righe tralaltro i media ammettono che l’affluenza ai seggi è stata buona, ma definendo come “farsa” le elezioni siriane l’Occidente sostanzialmente asserisce di non riconoscere a priori la volontà del popolo siriano. Delle due l’una, se si sostiene che in Siria le elezioni sono farsa in quanto i due candidati, tra cui il candidato del Partito Comunista Siriano, che hanno sfidato Assad sono delle “marionette”, allora bisognerebbe anche ammettere che a Kiev le elezioni sono state altrettanto “farsa” dal momento che l’opposizione non ha avuto modo di presentarsi adeguatamente e in modo democratico. Ma si sa, l’Occidente è da tempo abituato a utilizzare due pesi e due misure a seconda del contesto e delle situazioni. Stranamente gli Usa ad esempio non hanno detto nulla sul funzionamento della democrazia in Turchia, tacendo invece di altri paesi come Qatar e Arabia Saudita, dove la democrazia, come purtroppo sappiamo, è solo un miraggio.

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