A Milano l'adunata della nuova destra di Salvini e Casa PoundTribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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A Milano l’adunata della nuova destra di Salvini e Casa Pound

Migliaia di persone nel capoluogo lombardo sono affluite per vomitare la loro rabbia contro la presunta “Invasione” straniera dell’Italia. Una sorta di adunata dell’estrema destra che ha visto i neofascisti di Casa Pound camminare gomito a gomito con la nuova Lega di Salvini. Ma tra deliri e temi tipici dell’estrema destra, anche temi vergognosamente abbandonati dalla “sinistra”. 

Il sonno della ragione genera i mostri. Era il nome di un quadro di Goya e lo scegliamo come incipit della nostra analisi di quanto successo ieri sera in quel di Milano, laddove la Lega Nord ha suonato l’adunata per protestare contro l’invasione, vera o presunta, da parte degli stranieri. E si potrebbe cominciare proprio da qui per raccontare quello che abbiamo visto tramite immagini e testimonianze, anche se basterebbe forse raccontare che i militanti di Casa Pound erano lì, gomito a gomito con Salvini, che, come hanno dichiarato, ha letteralmente toccato “le loro corde”. E il terreno di incontro tra la nuova Lega Nord e i fascisti del Terzo Millennio è, manco a dirlo, la guerra tra poveri, il cavallo di battaglia dell’estrema destra europea da anni. Piuttosto che prendersela con chi ha sancito mediante politiche economiche neoliberiste il collasso dell’economia, costoro preferiscono scegliere categorie di persone da additare e mettere al muro, il solito film che abbiamo già visto nella Germania di Weimar negli anni Trenta, laddove al posto degli stranieri Hitler aveva selezionato la sottocategoria degli ebrei, incanalando l’odio popolare e della classe media impoverita verso i presunti “untori”. Dopo la vergogna nella quale era finita la Lega Nord di Umberto Bossi e del cerchio magico, Matteo Salvini ha saputo rimettere in sesto la barca, e bisogna sicuramente fargli i complimenti dal momento che Salvini a differenza di molti altri fa e sa fare politica. Il giovane leader leghista sembra aver abbandonato la retorica padana a favore di un carattere più nazionale, e infatti nell’adunata ci sono anche alcuni meridionali che evidentemente hanno la memoria corta e hanno dimenticato tutta l’immondizia depositata sul Sud Italia da parte dei generali del Carroccio. Se un tempo erano i “terroni” a meritarsi gli strali della Lega, oggi ci sono i migranti che, nella loro retorica, diventano invasori che attentano al nostro benessere e alla nostra cultura. Non solo, Salvini ha lanciato un attacco frontale al Mare Nostrum, considerato un vettore di diffusione di “razzismo”, una sorta di stravolgimento della realtà in cui, da sempre, a destra sono dei maestri. Insomma è l’Italia più nera quella che si è radunata a Milano, l’Italia della guerra tra poveri che vuole illudersi che escludendo gli ultimi e i più poveri potranno continuare a vivere la vita che hanno sempre vissuto, l’Italia dell’egoismo che guarda a Le Pen e che pensa nemmeno troppo sommessamente che ci vorrebbe lui, il Duce. E infatti c’era anche il Borghezio con tanto di saluto a braccio teso a mostrare la rinnovata alleanza tra verdi e neri, un’alleanza che se non paura mette tanta tristezza quando, scrutando tra la folla, si leggono striscioni medievali contro i “Portatori d’Ebola“. Deliranti poi le accuse ad Alfano, chiamato l’ “Imam italiano“, e i cori “Chi non salta musulmano è“, con tanto di Salvini che ribadisce che però loro non sono razzisti. No. Un’Italia medievale che rifiuta la modernità in nome di non meglio specificati retaggi culturali, che utilizza il razzismo e l’intolleranza come strumento elettorale, e che sfrutta la disperazione di una classe media impoverita per dirigere dall’alto l’ennesima guerra tra poveri. Ma tra tante bestialità Salvini e soci ne dicono anche qualcuna giusta, come ad esempio che in politica estera ed economica è assolutamente sbagliato lanciare sanzioni contro la Russia di Putin. Salvini sta cavalcando anche questo settore, quello di orientare l’Italia lontano dagli interessi della Nato, un settore questo che non è assolutamente di destra ma è di chi se lo prende,  e incredibilmente a causa dell’imbecillità di una certa sinistra sembra che sia stata la Lega a farlo. Del resto Salvini era proprio a Mosca qualche giorno fa a dichiarare di fronte alla Duma che le sanzioni contro la Russia sono sbagliate e si è recato persino in Crimea solidarizzando con il Cremlino. Incredibilmente nessuno della “sinistra” parlamentare ha voluto cavalcare questo ambito, preferendo folli e inutili battaglie di retroguardia sui diritti e rinunciando anche solo al diritto di critica nei confronti dell’orientamento atlantico imposto da Washington. Così grazie a questa folle miopia la cosiddetta “sinistra” (che secondo noi non ha nulla di tale) ha armato la Lega Nord di Salvini di temi che invece avrebbe dovuto fare propri, preferendo giocare alle accuse di fascismo e omofobia a Putin e non vedendo le svastiche e i simboli delle Ss dei “democratici del Majdan” (come li chiamò Migliore di Sinistra e Libertà). Insomma la nuova destra fa paura, ma è diventata così forte anche e soprattutto a causa del tradimento della sinistra, o meglio di una certa sinistra, quella che ha finito per amare Gandhi e i Gay Pride e per disprezzare Marx e Lenin.

Gracchus Babeuf

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