A Montanaro il sogno della ragione genera il "revisionismo"Tribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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A Montanaro il sogno della ragione genera il “revisionismo”

Siamo a Montanaro, placido comune nel Torinese dove qualcuno ha avuto una bella idea: quella di  commissionare un murales sul giovane partigiano Giuseppe Prono, membro delle Brigate Garibaldi, fucilato dai nazifascisti, direttamente a Zerocalcare. Incredibilmente il sindaco Giovanni Ponchia ha chiesto la rimozione della “stella rossa”, l’ennesima prova di quanto il revisionismo si sia fatto strada anche nelle istituzioni.

Celebrare la Resistenza sì. ma sempre e comunque nascondendo la storia. La storia che racconta che furono decine di migliaia i comunisti che hanno lottato contro il nazifascismo e spesso e volentieri pagato il proprio sacrificio con il sangue. E’ il caso di tanti giovani ragazzi, tra cui anche Giuseppe Prono, membro delle Brigate Gairbaldi fucilato dai nazifascisti a Ceres l’8 marzo del 1944. Su iniziativa del Comitato “Restiamo Sani” si è deciso di dipingere sul muro della scuola “Sandro Pertini” di Montanaro, comune nel torinese, un murales per celebrarlo. Tutto bene, anche perchè a realizzarlo è stato Zerocalcare, ovvero Michele Rech, uno dei fumettisti più famosi del momento. Peccato che la realizzazione dell’artista abbia scontentato il sindaco Giovanni Porchia, che proprio non ha mandato giù quella stella rossa visibile nel murales. Peccato che i comunisti nella Resistenza abbiano combattuto in prima fila contro l’abominio nazista, e abbiano anche firmato la Costituzione su cui lui stesso ha giurato divenendo sindaco, di conseguenza proprio non si comprende il motivo del suo imbarazzo se non perchè, sull’onda del revisionismo, i simboli che richiamano in qualche modo il comunismo debbano essere condannati alla “damnatio memoriae”. Ora il disegno verrà parzialmente distrutto proprio per colpa del sindaco Ponchia che evidentemente vorrebbe propagandare una Resistenza senza comunisti nè stelle rosse nel nome della pacificazione nazionale. Insomma una vergogna senza fine dato che la stella rossa è un simbolo della lotta ai nazisti e considerarla “ideologica” sembra quasi una barzelletta. Sia come sia per fortuna almeno l’Anpi è intervenuta per difendere l’opera di Zerocalcare, ricordando come il ragazzo ucciso militasse nelle Brigate Garibaldi, di cui la stella rossa era appunto il simbolo. “Li conosco da anni e mi fido di loro sia come artisti sia come persone. Per me quella stella non tradisce il senso del mio disegno, sta anche nella bandiera della brigata Garibaldi di cui faceva parte. La storia è quella e rispettarla significa ricordarla in tutte le sue parti, non estrapolarne dei pezzi per per mettere d’accordo tutti”, ha detto Zerocalcare a “La Repubblica”,  e noi siamo completamente d’accordo con lui. Nella Seconda Guerra Mondiale i fascisti scelsero Hitler, i comunisti di combattere contro di Hitler, questa è la verità e nessun anelito revisionista riuscirà a modificare la verità.

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