A Napoli un successo lo sciopero della Fiom per dire "No" al Jobs ActTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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A Napoli un successo lo sciopero della Fiom per dire “No” al Jobs Act

Matteo Renzi se ne faccia una ragione, non tutta l’Italia la pensa come lui e c’è anche un’Italia che è disposta a scendere in piazza e a proporre una alternativa. A Napoli erano migliaia i cittadini e i lavoratori che sono scesi in strada per lo sciopero di otto ore dei metalmeccanici. Duro Landini con il premier: “Non ha il consenso degli onesti“, poi dopo le polemiche, il chiarimento. 

Renzi non decida lui dalla sera alla mattina, da solo non cambia il Paese. Da solo risponde solo ai poteri forti“, parole molto decise quelle di Maurizio Landini, l’uomo che meglio di altri ha saputo dare un volto e una sostanza alle proteste dell’Italia che non condivide la torsione a destra impressa al Pd da parte di Matteo Renzi. Ne ha dette anche altre Landini, ma conviene cominciare a raccontare la giornata di oggi partendo dalle strade di Napoli, da quelle storie e quei volti che si sono intrecciati nello sciopero di otto ore dei metalmeccanici organizzato nella giornata odierna dalla Fiom proprio per ribadire una forte contrarietà alla legge di stabilità e al Jobs Act, il fiore all’occhiello di Matteo Renzi. Quello di Napoli è stato l’appuntamento per il Sud per lo sciopero dopo che il 14 era andata in scena la protesta di Milano. Il 25 e il 27 novembre scenderanno in piazza i metalmeccanici di Cagliari e Palermo, unendo idealmente lo Stivale da Nord a Sud in una ferma opposizione alle riforme e all’idea di Paese che Renzi e soci stanno imponendo manu militari. 

A Napoli i giovani erano tantissimi, a segnalare quanto siano vuote le frasi di Renzi e soci contro i sindacati che sarebbero la parte vecchia e immobile del Paese. C’erano anche delegazioni dell’Ast di Terni e dell’Ilva di Taranto, ma anche della Fiat di Pomigliano, a coronamento di una giornata di mobilitazione perfettamente riuscita. Per demonizzare il successo della manifestazione partenopea i giornali hanno subito preso una delle frasi pronunciate da Landini dal palco: Renzi non ha consenso degli onesti” per attaccare il leader della Fiom e incentrare il racconto della giornata di oggi sulle polemiche che questa frase ha scatenato, soprattutto nel Pd, con un Matteo Orfini subito pronto ad andare contro Landini esecrando le sue parole, un pò meno presente e attivo quando si trattava di opporsi a Renzi. Landini però ha poi chiarito il senso delle sue parole poco dopo con una precisazione: “Mai pensato  come mi viene attribuito  che Renzi non ha il consenso degli onesti, ho detto e ribadisco che il premier non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano o che il lavoro lo cercano e che sono nella parte onesta del paese che paga le tasse“. Ma ovviamente era tardi per disinnescare la polemica, che era già partita.  Landini ha poi fatto un appello a Confidustria: “Cacci chi corrompe”, e poi ancora “Perché lui non caccia fuori da Confindustria le aziende che pagano le mazzette, che corrompono. Perché non caccia fuori i Riva, quelli che portano i soldi in Svizzera“. Già, perchè? eppure i giornali preferiscono attaccare Landini per la sua frase, piuttosto che andare al cuore del problema. 

Sarà che Landini è così scomodo perchè nella sua piazza si vedono le bandiere rosse che non si vedono più nel Pd e perchè di sottofondo si udivano le note dei 99 Posse? Sarà che forse il Pd e i media hanno tutto l’interesse nel demonizzare la piazza della Fiom in modo da “rottamare” quello che resta del pensiero di sinistra di questo Paese? Oppure si saranno risentiti perchè in fondo, Landini, con la sua frase sugli onesti ha colto effettivamente il nocciolo del problema?

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