A proposito di debiti...ecco il caso della GermaniaTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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A proposito di debiti…ecco il caso della Germania

A proposito di debiti…ecco il caso della Germania

Si fa un gran parlare della necessità per un Paese di pagare i propri debiti. Una posizione sicuramente condivisibile e portata avanti da paesi come la Germania che in questo, con Atene si è mostrata inflessibile. Peccato che se si guarda alla storia recente proprio Berlino per ben tre volte non ha pagato i suoi debiti.

Premessa: si tratta di contesti completamente differenti e quindi è sicuramente impossibile effettuare dei reali paragoni tra fatti che sono accaduti in periodi così diversi. Eppure di fronte alla posizione intransigente della Germania nei confronti dei paesi indebitati viene quasi naturale pensare a come quello stesso paese si sia comportato quando si trovava in una situazione analoga di strangolamento debitorio. E Berlino si è trovata in questa situazione per ben tre volte nel XX secolo, anche se ovviamente in contesti e situazioni estremamente differenti. La prima volta accadde dopo la Prima Guerra Mondiale, quando in Germania c’era la repubblica di Weimar che venne travolta dall’inflazione. Dopo aver perso la guerra infatti la Germania venne strangolata dalla svalutazione del marco e ottenne dei prestiti per ripagare il debito di guerra che costarono carissimo. Se non altro però nel 1928 i tedeschi ottennero una ricontrattazione del debito con una riduzione delle rate e soprattutto un allungamento dei tempi di restituzione con quello che passò alla storia come “Piano Young”.

Il risentimento della popolazione però montò in parallelo all’inflazione e all’impoverimento del Paese, e tutti ricordano a che cosa portò, ovvero all’avvento del nazismo che fece leva proprio sulla dignità calpestata del popolo tedesco. Inutile stare qui a ricordare cosa accadde dopo, con la Germania di Hitler che invase mezza Europa, e soprattutto mise le mani sulle riserve d’oro di tutti i paesi invasi. A questo punto Berlino è stata travolta nel 1945, con la caduta del Terzo Reich, di nuovi debiti di riparazione, ma ancora una volta nel 1953, quasi per magia, vide abbuonati i buoni due terzi del debito tedesco alla conferenza di Londra del 27 febbraio del 1953. All’epoca infatti il nemico era il “comunismo sovietico” e quindi la Germania Ovest andava ricostruita e resa ricca per mostrare quanto il modello “democratico” fosse superiore a quello sovietico. Oltre a una riduzione di due terzi del debito tedesco inoltre, Berlino ottenne di dilazionare quanto ancora da restituirsi nei successivi trent’anni. L’unica clausola che venne inserita per questo “sconto” era che la parte dei debiti relativi ai danni di guerra venivano posticipati in un futuro indistinto qualora si fosse verificata la riunificazione della Germania, cosa che effettivamente accadde nel 1990.

E quando il muro crollò nessuno in Germania si ricordò degli impegni presi nella conferenza di Londra del 1953 circa le riparazioni guerra. A parte cifre simboliche e somme restituite ai familiari dei lavoratori forzati nel Terzo Reich, Berlino se l”è cavata con una stretta di mano e un sorriso, ignorando la clausola di Londra che li avrebbe in teoria costretti a risarcire a unificazione avvenuta i danni di guerra a diversi paesi, incluse Italia e Grecia. Il debito ad esempio derivante dall’invasione della Grecia che la Germania dovrebbe ancora ad Atene ammonterebbe a miliardi e miliardi di euro, ma oggi la Germania semplicemente non accetta nemmeno di parlarne, facendo valere la legge del più forte. Eppure a ben guardare senza la decisione dei paesi colpiti dal nazismo di abbuonare il debito a Berlino difficilmente la Germania sarebbe tornata una potenza mondiale, ma questo non sembra interessare nessuno. Per una qualche, strabiliante, magia, i debiti contratti dai governi ellenico, italiano, spagnolo, portoghese etc. valgono e devono essere restituiti a qualsiasi prezzo mentre i debiti di guerra derivanti dall’invasione del nazismo non contano più, perchè questo hanno deciso a Berlino e probabilmente a Washington. Qualcuno di voi dirà che questo articolo non ha semplicemente senso in quanto è scorretto mischiare fatti del passato come la Seconda Guerra Mondiale con il presente, ancor più che la Germania ha fatto i conti con il suo passato. Ma è davvero così? In base a cosa si decide che la Germania ha fatto i conti con il suo passato mentre la Grecia no? Non si potrebbe anche abbuonare il debito dei greci che sono stati peraltro vittime di carte falsificate dalla classe politica in nome della stessa solidarietà che spinse l’Europa ad abbuonare i debiti del nazismo?

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