"A sinistra. Per Roma". L'appello che riapre il dibattito a sinistra sul rapporto coi progressisti. | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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“A sinistra. Per Roma”. L’appello che riapre il dibattito a sinistra sul rapporto coi progressisti.

Domani le primarie di Roma Bene Comune. Ultime schermaglie fra i candidati, intanto raccoglie consensi un appello all’unità delle forze progressiste e di sinistra romane e non solo per sconfiggere la crisi e le destre. “A sinistra. Per Roma” il titolo dell’appello.

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Fonte: Oltremedianews

Dunque ci siamo, ultime schermaglie di rito prima della chiusura della campagna elettorale e poi via alle Primarie del Centrosinistra che domani indicheranno il candidato sindaco della coalizione Roma Bene Comune alle elezioni comunali di maggio.

Molte le ipotesi in campo a comporre un quadro politico della sinistra romana tutt’altro che semplice di cui abbiamo cercato di descrivere al meglio le sfumature nei giorni scorsi. In un contesto così composito, che con i sei candidati provenienti da Sel Psi e Pd promette di regalare una domenica al cardiopalma per il popolo delle primarie, la novità delle ultime ore che va ad aggiungere un ulteriore elemento a quanto detto è rappresentata da un appello che sta circolando dal titolo “A sinistra. Per Roma” attorno al quale si stanno raccogliendo numerosi consensi.

“Il nostro orizzonte politico ed ideale, è la trasformazione democratica ed il sovvertimento dei rapporti sociali che producono l’insopportabile ingiustizia dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo”. Apre così il testo di un appello accorato che si rivolge a tutto il popolo della sinistra proponendosi di allargare e rinnovare l’orizzonte logico e concettuale di un’area politica da troppo tempo rimasta ingessata sulle proprie posizioni, senza per questo riuscire a fare i conti con le sfide del nuovo secolo. Forte è insomma il richiamo alla necessità di “un nuovo pensiero forte, che sappia tradurre in protagonismo politico il malessere di quanti oggi pagano gli effetti della crisi”, in quello che sin dalle prime battute si propone come un appello che va al di là dell’appuntamento contingente delle primarie di domani, e che invoca l’apertura di un dibattitosulla necessità di trovare nuove idee e nuove soluzioni ai problemi del nostro tempo attorno ai quali ricostruire l’unità smarrita della Sinistra.  Una prospettiva neanche troppo nascosta se, scorrendo tra le righe, si presta attenzione alla manifesta “necessità di un nuovo approccio alla politica, con inedite formule organizzative, per provare a conquistare nuovi diritti e nuove garanzie”.

Abbandonando per un attimo la prospettiva futura per tornare all’immediato, nell’appello le tappe delle primarie del centrosinistra e delle “comunali” del 26 e 27 maggio sono indicate come le prime di un auspicato percorso di riavvicinamento delle forze politiche della sinistra italiana. “Le elezioni comunali di Roma – si legge – acquistano una oggettiva centralità. Roma ha vissuto e sta vivendo una profonda crisi economico-sociale aggravata dalle politiche della giunta Alemanno che ha tollerato e sostenuto le formazioni neofasciste, ha determinato la devastazione del tessuto sociale con lo sperpero di denaro pubblico” risultando tra l’altro “coinvolta nell’esplodere della questione morale” e degli scandali che hanno colpito alcuni “personaggi appartenenti al ristretto circolo magico del sindaco uscente”.

Quindi il passaggio centrale di tutto l’appello con un richiamo ai valori e alle esigenze che hanno connotato in passato le forze del centrosinistra, pur palesando la necessità di una discontinuità con le esperienze trascorse. “Oggi più che mai sentiamo la necessità di stare in un campo politico vasto, che sappia mettere insieme tutta la sinistra e le forze progressiste della città, e per questo riteniamo giusto e importante schierarci con la coalizione di centrosinistra per battere le destre ed Alemanno. Non è il momento delle divisioni a sinistra, di fronte al pericolo della peggiore destra del Paese”.

Fronte democratico e unione in funzione anti-Pdl, quindi, ma anche blocco sociale per il superamento della crisi. Il programma dell’appello, forse il contenuto attorno al quale più si stanno raccogliendo i consensi, indica come priorità per la realtà romana l’investimento di nuove risorse per la ripresa produttiva al fine di creare reddito ed occupazione e di sconfiggere l’emergenza lavoro che da anni ormai affligge la città; la riproposizione del tema dei beni comuni (con la ripubblicizzazione dell’acqua); la proposta di un nuovo piano di mobilità anche in forma integrata con la Regione Lazio e la ripresa delle politiche abitative che coinvolgano anche e soprattutto le periferie, troppo lasciate a se stesse negli ultimi anni. Infine il tema dei diritti civili, con la proposta di un registro per le unioni civili e per il testamento biologico, e della moralizzazione della politica che passa necessariamente per un riavvicinamento delle istituzioni alla gente e per una maggiore trasparenza della Pubblica Amministrazione.

Il testo chiude con una proposta per le primarie, che converge attorno al nome di Ignazio Marino ritenuto dai promotori dell’iniziativa personaggio capace di unire le forze politiche in campo e di dare al centro sinistra “la forza e l’autorevolezza per prevalere nella competizione elettorale”. Un sostegno, però, che appare frutto di una valutazione svolta nell’immediato attorno alla quale possono raccogliersi consensi o meno, ma che non può mettere in secondo piano l’oggettiva necessità della riapertura di un dibattito sui nuovi orizzonti e sulle nuove sfide che oggi la sinistra italiana si trova ad affrontare e che l’appello ha il merito di evidenziare. Nella consapevolezza che senza ricette di sinistra sarà impossibile uscire dalla spirale recessiva innescata dalle politiche di austerity e dalle speculazioni finanziarie, e che senza una sinistra unita diventa difficile dare una speranza ed una prospettiva alle migliaia di lavoratori che vivono la crisi, così come diventa addirittura arduo sconfiggere le destre in una città di tradizione progressista come Roma.

Michele Trotta

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