A sinistra uno spazio grande così, ma nessuno vuole colmarloTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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A sinistra uno spazio grande così, ma nessuno vuole colmarlo

I recenti sondaggi prospettano una situazione politica in Italia assolutamente nuova con spazi giganteschi a sinistra che però nessuno sembra intenzionato a percorrere. Il motivo per noi è molto semplice, nessuno ha interesse a percorrere un percorso simile perchè significherebbe realmente mettere in discussione una realtà che invece tutti vorrebbero, in un modo o nell’altro, lasciare così. 

Sondaggi alla mano alle Europee di maggio il trionfatore sarà Matteo Renzi, il quale racimolerà decine di migliaia di voti dal fronte moderato, quasi nessuno però a sinistra. Del resto non è fatto nuovo che Renzi sia un personaggio che parla anche e soprattutto all’elettorato moderato, quando non addirittura a quell’elettorato storicamente vicino alla destra berlusconiana. Nulla di nuovo dunque, quello che invece di nuovo emerge da un sondaggio Ipsos del Corriere della Sera è che Renzi perderà invece diversi voti da sinistra che finiranno nell’astensionismo o addirittura nel Movimento Cinque Stelle. Il dato che emerge, netto e chiaro, è che una preferenza su due di coloro che oggi dichiarano di avere intenzione di scegliere il Partito Democratico arriva infatti da chi alle elezioni politiche del 2013 aveva votato altro: Movimento Cinque StelleScelta Civica, Pdl, oppure aveva disertato. Questo implica una sola cosa: il Pd di Renzi piace eccome all’elettorato lontano dalla sinistra. Aumentano invece gli elettori di sinistra pronti a non votare nulla piuttosto che votare Renzi, una porzione di persone disilluse, incazzate e anche un pò stanche di dover turarsi il naso per votare a sinistra da almeno dieci anni a questa parte se non di più.

Ciò che emerge in modo netto inoltre è il grande vuoto che si è creato alla sinistra del Pd, con tutta una serie di militanti di sinistra di Rifondazione, Comunisti Italiani, Sinistra e Libertà che intendono non recarsi alle urne e sono sfiduciati non vedendo più un futuro dal momento che l‘Italicum renderà quello italiano un sistema sostanzialmente bipolare. Quello che sembra certo, appunto, è che il Pd vincerà e che molti elettori di sinistra non voteranno Movimento Cinque Stelle e rimarranno potenzialmente in attesa di aderire a un progetto finalmente e concretamente di sinistra. Non esiste però nessuno in grado di proporre un progetto simile dal momento che per motivi diversi tutti i partiti della sinistra storica si sono compromessi in anni di inerzia e di errori madornali. Da qui la nostra osservazione, ovvero che a sinistra c’è uno spazio enorme che aspetta solamente di venire colmato. Non potranno colmarlo i soliti progetti di sinistra edulcorata, non ce ne vogliano i simpatizzanti di Tsipras, per il semplice fatto che il Re è nudo, ormai la sinistra ha senso di esistere solo se vuole essere tale, non esistono più spazi per quelle sinistre dall’ideologia debole che fanno della rivendicazione generica dei diritti individuali l’unica prerogativa. Una #Sinistra che abbia il coraggio di difendere la Costituzione italiana e di rilanciare un progetto coerentemente anticapitalistico. Per farlo occorre avere anche una idea precisa della collocazione del nostro Paese nello scacchiere mondiale e quindi occorre rimettere in discussione la #Nato, la sovranità perduta del nostro Paese e il nostro ruolo internazionale. Anche qui non ce ne vogliano i fan della lista Tsipras in Italia, ma non assumere una posizione netta contro l’avanzata del fascismo in Ucraina e contro i tentativi golpisti in Venezuela rappresenta secondo noi ancora una volta una prova della subalternità intellettuale della sinistra soft all’angolosassone agli schemi mentali del capitalismo.

Insomma bisognerebbe tornare a “sedersi dalla parte del torto” dal momento che tutti gli altri posti sono occupati, ovvero, parafrasando, bisogna ricostruire una sinistra vera che riparta magari da Lenin, da Gramsci, dal patrimonio culturale e umano del socialismo e del comunismo nel XX secolo andando a rilanciare un modello alternativo da contrapporre alla visione del mondo dominante imposta dal mainstream . Per farlo magari si potrebbe cominciare a non vergognarsi di essere comunisti, ma anzi bisognerebbe avere il coraggio e la tenacia di riuscire a spiegare come si possa costruire un mondo che opponga la solidarietà all’individualismo, la cooperazione alla competitività, la dignità all’accaparramento sfrenato di beni di ogni genere. Per farlo, magari, bisognerebbe fare “mea culpa” non solo del passato filosovietico del XX secolo, ma anche di quell’innamoramento “filo-liberista” che ha condotto dal 1991 alla totale disintegrazione di ogni sinistra organizzata in Italia. Insomma, cari lettori, se vi sentite di sinistra il nostro consiglio è quello di sederci a un tavolo e lavorare tutti insieme per creare un qualcosa che lo sia davvero, di sinistra. Altrimenti non vi resta che abbracciare il progetto di Renzi perchè la “moglie ubriaca e la botte piena”, ahinoi, non sono possibili.

Gracchus Babeuf

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