A Terni i 537 lavoratori dell'Ast in mobilità. La rabbia degli operaio blocca la stazioneTribuno del Popolo
sabato , 29 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

A Terni i 537 lavoratori dell’Ast in mobilità. La rabbia degli operaio blocca la stazione

Saltata a Terni la trattativa sul piano industriale per l’Ast e ben 537 operai sono stati messi in mobilità. I lavoratori hanno reagito con uno sciopero generale e una manifestazione terminata con il blocco della stazione della città umbra. Gli operai di Terni sono lo specchio dell’incertezza e dell’esasperazione di una città e di una regione, ma anche di un Paese ormai allo stremo dove il conto della crisi viene pagato quasi esclusivamente dai lavoratori. 

La trattativa sul piano industriale è saltata e quindi l’Ast di Terni è piombata, letteralmente, nell’incertezza. Inutile dire che l’azienda ha subito riaperto le procedure di mobilità per ben 537 dipendenti, e gli operai, che hanno visto letteralmente crollarsi il mondo addosso, hanno reagito indicendo uno sciopero generale per l’intera giornale che è culminato con il blocco della stazione di Terni da parte dei lavoratori, esasperati ma battaglieri. Risultato di questa situazione è un’intera città piombata nell’incertezza con quasi tremila lavoratori che non sanno quale sarà il loro futuro, per non parlare delle famiglie degli operai dell’acciaieria. Una situazione drammatica con il premier Matteo Renzi che colpevolizza i sindacati per non aver accettato la negoziazione proposta dal governo. Il riferimento di Renzi è all’incontro tenutosi la scorsa notte tra il sottosegretario Delrio, il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi,  il viceministro Claudio De Vincenti e il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, L’esecutivo aveva presentato una sua proposta, che prevedeva meno esuberi, da 550 a 290, 110 milioni di investimento, lo spostamento a Terni della linea di laminazione di Torino, mobilità volontaria e incentivata e ricollocamento dei lavoratori. La proposta però è stata rigettata dai sindacati con persino Susanna Camusso, leader della Cgil, che è scesa in campo accusando il governo di essersi limitato a guardare. Ovviamente il ministro Guidi invece ha accusato sindacati e azienda di rigidità nella contrattazione aziendale. Tutte queste però sono solo parole, mentre realtà è stato l’avvio delle procedure di mobilità che i lavoratori si sono visti recapitare. A quel punto operai e sindacati non hanno perso tempo e hanno subito trasformato le assemblee di fabbrica in un’ora e mezza di sciopero: . “Non gettiamo la spugna, vogliamo riaprire il negoziato“, dice Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim, prima di recarsi a Terni per l’assemblea dei dipendenti delle acciaierie. Incredibilmente però l’azienda ha impedito l’ingresso in fabbrica dei dirigenti sindacali nazionali e degli operai non di turno, così l’assemblea si è dovuta tenere subito fuori dal cancello. Gli operai hanno quindi indetto uno sciopero per l’intera giornata con presidio e blocco delle portinerie, manifestazione e presidio davanti alla prefettura. Gli operai hanno incontrato poi il prefetto e occupato la stazione ferroviaria di Terni dove hanno invaso i binari e bloccato il transito di alcuni treni. Insomma Terni è uno dei primi campanelli d’allarme che suonano nel mondo del lavoro italiano, un mondo che rischia di sprofondare nel baratro.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top