Abolizione del servizio pubblico ai partitiTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

Spetta ai cittadini la scelta di sostenere economicamente il proprio partito

Basta pagare le vacanze ai politici, comprar loro le case, gioielli, navi, fargli fare la bella vita a nostre spese. Letta, fedele all’impegno preso nel suo discorso di insediamento alle Camere, ha proposto un nuovo disegno di legge per una riforma sul finanziamento pubblico ai partiti e per disciplinare le lobby. L’obiettivo è quello di eliminare i rimborsi elettorali (che sarebbero veri e propri finanziamenti ai partiti) e introdurre meccanismi simili al 5×1000, per un sostegno volontario della politica da parte dei cittadini che potranno sostenere economicamente il proprio partito. Il partito meno preferito dalla gente, sarà quello che avrà meno soldi. E’ stata prevista, anche, una soglia massima per le donazioni, in modo tale da impedire il controllo della politica da parte dei più ricchi finanziatori che potrebbero investire molto sul proprio partito e prenderne il controllo.Da una parte è un rischio, perché è possibile che non arrivino abbastanza soldi per mandare avanti la politica, ma dall’altra è un salto di qualità incredibile, perché i soldi che arriveranno ai partiti saranno limitati (meno probabilità che ne facciano uso privato), maggiore trasparenza nella gestione di questi soldi, quindi dei bilanci e degli statuti, maggiore democrazia interna. E’ stato preso in considerazione, anche, un sostegno non monetario ai partiti, attraverso il supporto di strutture e servizi.

Le linee giuda della riforma: − abrogazione delle vigenti norme sul finanziamento pubblico ai partiti; − definizione di procedure rigorose in materia di trasparenza di statuti e bilanci dei partiti; − semplificazione delle procedure per le erogazioni dei privati in favore dei partiti, ferma l’esigenza di assicurare la tracciabilità e l’dentificazioni delle contribuzioni; − l’introduzione dei meccanismi di natura fiscale fondati sulla libera scelta dei contribuenti a favore dei partiti; − disciplina sulle modalità di sostegno non monetario per il funzionamento dei partiti in termini di strutture e servizi; A questa proposta sembrano essere d’accordo tutti. Alfano dichiara che questo era nel programma del PDL e per questo vuole far riconoscere l’iniziativa come volontà esclusiva del suo partito. Renzi si dichiara perfettamente in linea: “Eravamo solo noi a dirlo, ora vedo condivisione, il governo procederà spedito”. Epifani è più cauto: “bisognerà abolire gradatamente i finanziamenti pubblici” per tutelare chi lavora all’interno dei partiti, i quali si ritroverebbero improvvisamente senza soldi. Il M5S sembra insofferente e ha una reazione fredda, quando, ci si aspettava che ne sarebbero stati entusiasti. Volevano essere loro a proporre e fare questa legge e, invece, si dovranno limitare a votare. La Lombardi: “I grillini collaboreranno per far rispettare, e non aggirare come al solito, il referendum del ’93”. Ma Grillo parla di ennesima presa per il culo del partito Pdmenoelle.

 

Glenda Silvestri

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top