Abortire in bagno. A Roma è successo davveroTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Abortire in bagno. A Roma è successo davvero, ma l’Asl smentisce

Una donna a Roma ha visto negarsi l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194). Ecco la storia della coppia che ha dovuto abortire nel bagno dell’ospedale Pertini di Roma perchè i medici obiettori le hanno negato l’assistenza. L’Asl però ha subito smentito. 

Quella che arriva da Roma è una storia cui è difficile credere dal momento che ci troviamo nel 2014, eppure ancora oggi l’interruzione di gravidanza può rappresentare un problema. Lo sa bene la coppia che ha dovuto abortire a Roma nel bagno dell’ospedale Pertini in quanto nessun medico ha voluto autorizzarle l’assistenza. Si tratta del caso che ha guadagnato tutte le prime pagine dei giornali, ovvero di una coppia che ha ottenuto dal Tribunale di Roma un’ordinanza che solleva il dubbio di legittimità costituzionale della legge 40. In passato alla coppia era sempre stato negato l’accesso alla fecondazione assistita e soprattutto alla diagnosi genetica preimpianto per impedire la trasmissione della patologia genetica di cui soffre la madre al nascituro. Quanto successo, con l’aborto avvenuto nel bagno dell’ospedale, si configura secondo i legali della coppia che hanno presentato il provvedimento in Tribunale come un vero e proprio reato penale. Insomma la legge 194 non riesce a garantire la presenza di un medico non obiettore nel caso dell’interruzione volontaria della gravidanza. La Asl Roma B da parte sua ha risposto di aver effettuato una verifica su quanto dichiarato dalla coppia, precisando che la donna sarebbe stata seguita dal personale e che l’aborto sarebbe avvenuto in una sala di degenza. Questo episodio perlomeno ha avuto l’effetto di accendere i riflettori sul caso della legge 194, che purtroppo non sarebbe garantita in molti ospedali. Esisterebbero insomma dei nosocomi dove non è possibile ottenere l’interruzione di gravidanza nonostante la legge non preveda la possibilità dell’obiezione dell’intera struttura. Secondo l’articolo 9 infatti ogni struttura ospedaliera è obbligata a offrire il servizio di interruzione volontaria di gravidanza. 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top