Abruzzo, “il cuore del Parco Naturale è salvo”. Vincono gli ambientalistiTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Abruzzo, “il cuore del Parco Naturale è salvo”. Vincono gli ambientalisti

Abruzzo, “il cuore del Parco Naturale è salvo”. Vincono gli ambientalisti

Una valanga di firme ha bloccato la proposta di legge regionale che “ridimensionava” i metri di verde all’interno dell’area nazionale protetta. Le associazioni esultano per aver costretto il Consiglio a ritirare il provvedimento dannoso: l’Abruzzo continuerà a buon titolo ad essere la “Regione verde d’Europa”.

Fonte: Oltremedianews

I comuni della Marsica esultano, tirano un sospiro profondo: il polmone verde del Serente Velino non verrà ‘asportato’ da scriteriate logiche speculative ma, nell’interesse di tutti, l’intera area nazionale continuerà a respirare d’ossigeno e a regalare uno dei patrimoni ambientali più cari d’Italia. Non solo: come ha scritto in questi giorni il WWF in una mail, le aree naturali e le riserve del Parco Nazionale sono patrimonio dell’intera comunità europea.

La molla che ha fatto scattare le polemiche è stata una proposta del consigliere regionale Luca Ricciuti (Forza Italia) che voleva far passare, due giorni fa in assemblea, una manovra di “riperimetrazione” dell’area Sirente Velino. Circa 4000 ettaridi bosco a ridosso del Parco Nazionale sarebbero stati tagliati e nelle porzioni di bosco nell’Altopiano delle Rocche, tra Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e Ovindoli, si sarebbe “tornato all’antico” come sottolineavano gli ambientalisti: il loro allarme scaturiva dal fatto che intere zone di riserva naturale frequentate da orsi, lupi e dai rarissimi grifoni, avrebbero finito per ridursi alla logica speculativa di chi vedeva in esse terreno buono per aree di caccia o per costruire. Il WWF ribadiva che la proposta avrebbe schiuso le porte ad “una visione miope e antica, fondamentalmente contraria agli interessi della natura e dei cittadini”. Gli attivisti del gruppo hanno segnalato in un comunicato il profilarsi all’orizzonte degli “appetiti speculativi con l’ulteriore cementificazione e lottizzazione del territorio, con la costruzione di inutili infrastrutture scioviarie e con la riapertura della caccia in zone nelle quali i fucili andrebbero assolutamente banditi”. La voce della direzione del Parco Naturale non si è fatta attendere: l’appoggio ai manifestati garantito dal presidente dell’ente, Simone Angelosante, si è espresso nei termini di una stentorea difesa degli esperimenti, fino ad ora condotti con successo, dei progetti di conservazione e valorizzazione dell’area contro i quali si sarebbe scontrata la normativa discussa in Consiglio regionale. Il Parco del Sirente Verino andava difeso insomma, e tratto in salvo: “non aperto”, cioè, alle logiche di cementificazione e caccia..piuttosto difeso e valorizzato per dare benessere alla comunità”. Sono sempre le parole di Angelosante che precisava ieri in nota: “questo è un patrimonio che nessuno può delocalizzare”.

La “riperimetrazione” del Sirente Velino avrebbe precluso al Parco di fornire l’accesso ad un’unica grande area Protetta Regionale, finanziata dalla UE per la tutela del suo patrimonio faunistico e con particolare riguardo alle specie a rischi come l’orso marsicano, il lupo appenninico e il camoscio. Così, in appena cinque giorni, l’allarme fatto scattare su Internetdalle associazioni ha percorso in fretta le maglie della rete e grazie ad una petizione lanciata da Animal Amnesty sono state raccolte circa 180mila firme per bloccare il progetto di legge inutile e dannoso.

Poi, finalmente, stamattina, la notizia che consacra gli sforzi fatti per sensibilizzare in fretta l’opinione pubblica sul tema: il paesaggio del Parco non verrà intaccato. La proposta di legge è stata ritirata a seguito del dibattito sollevato in aula dal consigliere Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista) che ha espresso il malcontento sul punto facendosi carico del numeroso dissenso raccolto in tempi, del resto, brevissimi. Abruzzo ”Regione verde d’Europa” dicevano ieri gli ambientalisti e la loro vittoria ha segnato un deciso traguardo positivo nel cammino, spesso impervio e tortuoso, per giungere ad una adeguata tutela dei beni paesaggistici e culturali del nostro Paese.

       Edoardo Cellini

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