Addio Armando Cossutta, l'uomo che non smise mai di essere comunistaTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Addio Armando Cossutta, l’uomo che non smise mai di essere comunista

Si è spento Armando Cossutta all’età di 89 anni, fondatore di Rifondazione prima e del Pdci poi, protagonista in prima linea della storia dei comunisti in Italia. Cossutta fu parlamentare fino al 2008 e divenne vicepresidente dell’Anpi in virtù della sua esperienza da partigiano nelle “Garibaldi” quando aveva solo 17 anni. Un uomo che non smise mai di essere comunista, un uomo che ci mancherà.

Se ne è andato anche lui, Armando Cossutta, uomo straordinario, politico, partigiano e comunista che con coerenza, serietà e passione ha militato sin da quando aveva solo 17 anni sempre dalla stessa parte. Era la Seconda Guerra Mondiale quando il giovane Armando nel 1943 si unì alle Brigate Garibaldi per combattere contro i nazifascisti. Una lunga vita di servizio trascorsa tra le fila del Partito Comunista Italiano, una vita condotta con passione e non con cupidigia o sete di potere. Una militanza lunga mezzo secolo all’interno della quale Cossutta ha recitato sempre la sua parte con coerenza e precisione contraddistinguendosi come colui che incarnava l’anima più filo-sovietica del partito. Non a caso fu proprio Cossutta a polemizzare con il leader del tempo, quell’Enrico Berlinguer che divenne un indimenticato campione morale per una certa sinistra. Cossutta fu un “dissidente” filosovietico nel Pci che aveva deciso di cambiare strada, e lo fece in una stagione dove regnava l’uniformità e dove le dissidenze venivano scoraggiate in tutti i modi. Ma Cossutta aveva la testa dura e sulla fine degli anni Ottanta non poteva seguire Occhetto e gli altri e organizzò la nascita del Partito della Rifondazione comunista assieme a Lucio Libertini e Sergio Garavini. Insomma ci provò fino alla fine a rimanere coerente alle proprie idee politiche, e ci riuscì fino alla fine dato che verso la fine degli anni Novanta in polemica con l’allora segretario di Rifondazione, Fausto Bertinotti, decise di formare il Partito dei Comunisti Italiani. Vicepresidente dell’Anpi Cossutta era rimasto vedovo l’8 agosto grazie alla morte della moglie Emilia Clementi, donna che gli rimase accanto per settant’anni e che gli ha dato tre figli: Anna, Dario e Maura. In molti a sinistra non possono ricordarlo positivamente in quanto Cossutta era il “filosovietico”, quello che veniva aiutato da Mosca, eppure Cossutta era personaggio di umanità spiccata, di alti valori civili e umani, di grande cultura, e soprattutto un uomo che lottò sempre in prima fila per i propri ideali non esitando a schierarsi anche contro il segretario quando aveva intrapreso percorsi che reputava sbagliati, allora anche da solo.  Insomma un gigante, un politico, un italiano, un Comunista. Che la terra ti si lieve Armando, ci mancherai.

“Se domani ci sarà una pietra sulle mie ceneri, per favore scriveteci sopra: Armando Cossutta, comunista.”

da Armando Cossutta, Gianni Montesano, Una storia comunista.

@Gracchus Babeuf

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