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giovedì , 21 settembre 2017
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Addio Eric Hobsbawm, se ne va uno dei più grandi pensatori del Novecento

E’ morto oggi alla venerabile età di 95 anni Eric Hobsbawm, uno dei più grandi storici e studiosi marxisti di sempre. Autore del capolavoro “Il Secolo Breve”, lo storico britannico lascia un vuoto incolmabile dietro di sè.

La crisi sta entrando nel suo momento più nero, ed è proprio quando il capitalismo si trova con le reni spezzate, alle prese con una crisi forse sistemica,  che Eric Hobsbawm,  ha deciso di lasciarci. Inutile stare a ricordare la grandezza dello storico britannico di formazione marxista, uno di quegli uomini capace di interpretare come nessuno i significati reconditi di un secolo, il Novecento, che non ha finora avuto eguali per intensità e cambiamenti apportati alla storia dell’umanità.  E’ morto a 95 anni Eric Hobsbawm, spegnendosi al Royal Free Hospital di Londra dopo una lunga malattia. Nato da una famiglia ebraica di origine austriaca, dopo aver perso entrambi i genitori il giovane Eric si trasferiva in Gran Bretagna, dove si affermò come uno degli storici più autorevoli, senza mai abiurare il suo imprinting marxista, che lo avrebbe accompagnato per tutta la sua vita come un fedele bagaglio. Autore di diversi saggi come “Le Rivoluzioni Borghesi”, “L’età degli Imperi”, studiò anche il movimento operaio  (Studi di storia del movimento operaio, 1972), e prestò attenzione alle diverse manifestazioni storiche della rivolta sociale (I ribelli, 1966; I banditi, 1971, I rivoluzionari, 1975). Il suo capolavoro più autentico però è il “Secolo Breve”, scritto nel 1995, quando il XX secolo si stava già affacciando alla sua fine. L’analisi di Hobsbawm muove dalla Prima Guerra Mondiale e continua per tutto il corso del secolo, concludendosi nel 1989 con il disfacimento del socialismo reale e dell’Unione Sovietica. Lo storico suddivideva il secolo in tre periodi: “l’eta’ della catastrofe” (1914-1945), “l’eta’ dell’oro” (1945-1970), l’eta’ della frana (dal 1970 fino al crollo dell’Urss nel 1991). Nel 1998 Hobsbawm era stato insignito del titolo di Companion of Honour che premia i meriti eccezionali e che raramente e’ stato concesso a un marxista impenitente come lui. Dotato di una intelligenza e di un acume del tutto fuori dal normale, Hobsbawm ha sviscerato l’avvento del capitalismo mettendolo in relazione con l’edificazione del socialismo. Chi scrive ha letto il “Secolo Breve” nel corso della sua preparazione universitaria ed è rimasto colpito, anzi folgorato, dalla lucida analisi dello storico britannico, che ha spiegato come negli anni Trenta il capitalismo seppe letteralmente copiare dal modello socialista alcuni elementi fondanti che permisero di rinnovare il capitalismo permettendogli così di superare la burrasca della crisi economica e della guerra mondiale. La sua morte lascia un vuoto incolmabile sia nel mondo accademico, sia nel modo intellettuale e della cultura. L’unica cosa che si può fare per ricordarlo è fare tesoro delle chiavi interpretative da lui utilizzate per analizzare il XX secolo, e utilizzarle, o almeno cercare di farlo, per approcciarsi al XXI, un secolo che, ne sono sicuro, Hobsbawn avrebbe trovato altrettanto promettente e interessante. Ci lascia inoltre con un interrogativo: Cosa avrebbe detto riguardo alla grande crisi che sta affliggendo la nostra vecchia Europa?

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=PZ_vj9Kng1k&w=420&h=315]

dc

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