Addio Herman Wallace, muore dopo 41 anni di isolamentoTribuno del Popolo
martedì , 24 ottobre 2017
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Addio Herman Wallace, muore dopo 41 anni di isolamento

Herman Wallace, ex membro delle Pantere Nere, è stato scarcerato dopo 40 anni di isolamento per poi morire venerdì mattina a causa di un tumore al fegato.

Herman Wallace non era un detenuto come tanti, era un ex membro delle Pantere Nere, il gruppo di ispirazione marxista e di matrice popolare che spaventò a morte gli Stati Uniti, che scatenarono contro di lui una violenta campagna di repressione quasi senza paragoni. Ironia della sorte, dopo oltre 40 anni di carcere duro e isolamento, Wallace è stato scarcerato per motivi di salute per morire subito dopo, venerdì mattina, a causa di un tumore al fegato per il quale gli erano state date solo poche settimane di vita. Alla fine però Wallace è stato scagionato, magra consolazione, in quanto secondo il giudice Brian Jackson della Lousiana che lo ha rimesso in libertà il suo sarebbe un “tragico caso di mala giustizia negli Usa“.  Il verdetto di condanna a carcere a vita e confino in solitudine per l’omicidio di una guardia della prigione di Angola nel 1972 è stato così ribaltato, con Wallace che si era sempre detto innocente così come gli altri due detenuti condannati per lo stesso crimine. Wallace è stato chiaramente colpito per motivi politici in quanto organizzatore di proteste contro la segregazione in carcere e  membro delle Pantere Nere. Intanto i legali di Wallace hanno fatto sapere che su richiesta del loro cliente di voler continuare comunque la battaglia legale contro l’isolamento dei detenuti: “È suo desiderio, che anche dopo che lui non ci sarà più, noi proseguiamo nella sfida per prevenire la possibilità che altri soffrano punizioni così crudeli“. Attualmente rimane in carcere in attesa di appello Albert Woodfox, arrestato assieme a Wallace con gli stessi capi d’accusa. 

Ecco l’ultima lettera scritta da Wallace:

“Voglio che il mondo sappia che sono un uomo innocente e che anche Albert Woodfox è innocente. Siamo solo due delle migliaia di prigionieri innocenti tenuti nei campi di concentramento americani. [...] Solo una manciata di prigionieri a livello internazionale hanno dovuto affrontare gli anni di isolamento che abbiamo sofferto io e Albert. Lo Stato mi può aver rubato la vita, ma il mio spirito continuerà a lottare con Albert e con i numerosi altri compagni che si sono uniti a noi lungo la via – qui, nella “pancia della bestia”.
Nel 1970 ho fatto un giuramento, che avrei dedicato la mia vita come servitore del popolo, e anche se sono alle mie ultime forze, rimango al vostro servizio. Vi voglio ringraziare, miei sostenitori fedeli, per essere stati con me fino alla fine.”

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