Adios Gabriel garcia Marquez. E' lui il più grande colombiano di sempreTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Adios Gabriel garcia Marquez. E’ lui il più grande colombiano di sempre

Si è spento a 87 anni Gabriel Garcia Marquez, uno dei più grandi scrittori di sempre della letteratura spagnola, probabilmente il più grande colombiano di tutti i tempi. Vincitore di un Nobel, bandito dagli Stati Uniti, Garcia Marquez ha sempre detto quello che pensava, per questo ci rimarrà nel cuore.

Commentando la notizia della sua morte, il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha definito Garcia Marquez “il più grande colombiano di tutti i tempi”. Difficile dargli torto dal momento che Garcia Marquez non è stato solo un grande colombiano ma anche uno scrittore straordinario, forse uno dei più grandi scrittori in lingua spagnola di sempre. Non era un personaggio facile da etichettare Garcia Marquez, e soprattutto non era uno che si vergognava di dire quello che pensava, motivo per cui fu da sempre indigesto agli Stati Uniti per le sue critiche mordaci e puntuali. Si è spento all’età di 87 anni nella sua casa di Città del Messico dove viveva con la moglie Mercedes e con i figli Rodrigo e Gonzalo. Il punto più alto della sua straordinaria carriera fu il premio Nobel vinto nel 1982, e la sua morte lascia in tutti noi un vuoto cosmico, difficilmente colmabile. Malato da tempo, Garcia Marquez era stato ricoverato il 3 aprile a causa di una infezione polmonare, ma lunedì gli era stato permesso di tornare a casa. “Cent’anni di Solitudine” è il suo capolavoro indiscusso, una sorta di bussola per una intera generazione che ha narrato le gesta del colonnello Aureliano Buendìa, l’uomo che ha combattuto decine di rivoluzioni perdendole tutte e finendo solo a lavorare nella sua bottega artigiana. Il suo capolavoro dal 1967 a oggi ha venuto 50 milioni di copie e gli ha fruttato il Nobel nel 1982. Amico personale di Fidel Castro, Garcia Marquez è stato per anni letteralmente bandito dagli Usa, perchè si sa, chi critica la Casa Bianca non è gradito nella terra della “democrazia”. Nacque nel 1927 ad Aracataca, un piccolo villaggio nella sua terra, la Colombia, e nella sua vita non ebbe mai timore di esternare i suoi pensieri, di elogiare Cuba e Castro, e poi più tardi anche Chàvez, elemento questo che certi intellettuali benpensanti tendono ad omettere, non si sa perchè. Del resto il suo rivale romanziere Mario Vargas Llosa lo aveva invitato a denunciare quelle che vengono definite “dittature” dall’Occidente, ma Marquez, il gigante, non aveva alcun motivo per rinunciare alle proprie idee, e non lo ha mai fatto, fino alla fine. Addio Garcia Marquez, che la terra ti sia lieve.

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