Adriatico.Capodogli morti sulla spiaggia. Legambiente accusa la ricerca petroliferaTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Adriatico.Capodogli morti sulla spiaggia. Legambiente accusa la ricerca petrolifera

Ancora un ritrovamento di capodogli spiaggiati sulle coste dell’Adriatico, questa volta a Vasto in Abruzzo. Legambiente punta il dito contro la ricerca petrolifera in mare, confermata dalla presenza di gas nel sangue dei mammiferi. Sotto accusa la tattica di ispezione dei fondali meglio nota come “air-gun” che metterebbe a rischio tutta la flora e la fauna marina in nome della solita ricerca del profitto autorizzata dal decreto “Sblocca Italia”.

L’Adriatico finora era stato risparmiato dalla ricerca dell’oro nero. Con il decreto Sblocca Italia del governo Renzi infatti potrebbero presto prendere il via le trivellazioni di idrocarburi sia nell’Alto Adriatico, sia in quello centro meridionale. Questo però allarma Legambiente e anche i cittadini che temono che possano esserci delle ripercussioni molto serie per la flora e la fauna locali. Qualcosa però sta già succedendo, ne sono convinti quelli di Legambiente dopo lo spiaggiamento di tre capodogli sulla costa di Vasto, in provincia di Chieti. Secondo Legambiente tale spiaggiamento sarebbe stato causato dalla ricerca petrolifera marina, lo ha sostenuto apertamente il presidente Giuseppe Di Marco che ha detto chiaramente a “Il Fatto Quotidiano” che sarebbe stata trovata traccia di gas nel sangue degli animali morti: “La presenza del gas nel sangue dei mammiferi conferma i nostri sospetti: lo spiaggiamento potrebbe essere causato dall’air-gun”. Quindi la morte dei capodogli sarebbe stata indotta dall’air-gun, ovvero un procedimento che provocando forti esplosioni disorienta i mammiferi che finiscono poi per spiaggiarsi sui fondali delle coste. Secondo Legambiente gli animali sarebbero riemersi troppo velocemente a causa dello spavento, causandosi così un’embolia mortale.

Per Air-Gun si intende una tecnica di prospezione dei fondali che viene eseguito da alcune navi per trovare gli eventuali idrocarburi sottoterra. Si tratta quindi di spari molto violenti e ripetuti che mandano onde dal cui riflesso con il sottosuolo si estraggono i dati per trovare tracce di petrolio e gas. Peccato che questa tecnica sia accusata di provocare gravissimi danni a flora e fauna marina, che sono una ricchezza per tutto l’Adriatico, che ora ha paura. Con lo Sblocca-Italia infatti sono stati sbloccati ben 15 miliardi per la valorizzazione dei giacimenti di idrocarburi del territorio nazionale, e questo secondo Legambiente si tradurrà con la costruzione di trivelle lungo tutta la costa abruzzese e pugliese. Intanto si aspettano ulteriori analisi sui corpi dei capodogli deceduti per appurare la reale causa della morte, ma gli abitanti delle coste sono già preoccupati che le trivellazioni cominceranno in ogni caso con buona pace delle proteste di residenti e ambientalisti.

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