Affile, prosciolti i ragazzi che "imbrattarono" il sacrarioTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Affile, prosciolti i ragazzi che “imbrattarono” il sacrario

Affile, prosciolti i ragazzi che “imbrattarono” il sacrario

La vicenda del Sacrario di Affile ha sollevato una questione non solo politica ma di principio sul concedere, nel 2014, ancora onorificenze a chi ha partecipato in maniera attiva al 20ennio fascista.

Fonte: Oltremedianews

Oggi sono stati prosciolti i ragazzi che “imbrattarono” il sacrario a Rodolfo Graziani.

Dopo che il comune di Affile, in provincia di Roma ha dedicato a Graziani un sacrario nel parco di Radimonte, inaugurato l’11 agosto 2012, l’ANPI e tutti le realtà antifasciste hanno dimostrato la propria rimostranza verso tale monumento. L’erezione del sacrario di Graziani ha suscitato scalpore a livello internazionale. In Italia la stampa nazionale ha raccontato l’intitolazione del sacrario sottolineando i trascorsi di Graziani e le sue responsabilità storiche. Il sindaco di Affile al Fattoquotidiano, che seguì la giornata celebrativa evidenziando i rilievi critici, arrivò a dire: ” Graziani? Un esempio per i giovani”.

L’altro aspetto sul quale si è concentrata l’attenzione della stampa è stato l’utilizzo dei fondi pubblici per la realizzazione dell’opera, celebrativa di un gerarca fascista, in periodo di austerità. Dopo un mese di mobilitazioni, appelli e interrogazioni parlamentari che hanno contestato la scelta del comune di Affile, scelta invece difesa dalla destra politica, la stampa nazionale si è più diffusamente occupata del risvolto storico-politico della questione.

Il presidente Nassi: “aspettiamo il processo al sindaco di Affile. Costruiremo un monumento dedicato alle vittime dell’Italia coloniale e del nazifascismo”

“Siamo molto soddisfatti per come si è concluso il procedimento a carico dei tre ragazzi accusati di aver imbrattato ilmausoleo intitolato a Graziani ad Affile, il proscioglimento restituisce loro la dignità”. E’ il commento di Ernesto Nassi, presidente del’Anpi di Roma a seguito della decisione del Tribunale di Tivoli.

“Ci aveva colpito la rapidità di questo processo, quando stiamo ancora aspettando quello a carico del sindaco di Affile da noi denunciato per apologia di fascismo. Graziani è e rimane un criminale di guerra. Proseguiamo la nostra battaglia, assieme alla comunità etiope, all’associazione Martiri delle Pratarelle ed ai giovani del comitato antifascista di Affile fino a che non vedremo abbattere questa vergogna. E’ nostra intenzione costruire uno nuovo monumento dedicato a tutte le vittime del nazifascismo e dell’Italia coloniale”.

Rodolfo Graziani è stato un generale e politico italiano. Venne impiegato nel Regio esercito italiano durante la prima e seconda guerra mondiale. Fu uno dei più importanti gerarchi del fascismo italiano. Operò nella guerre coloniali italiane: nella ”riconquista” della Libia (1921-1931) e durante la Guerra d’Etiopia e nella successiva repressione della guerriglia abissina (1935-1937).

Durante la seconda guerra mondiale divenne governatore e comandante superiore in Libia ma venne duramente sconfitto dall’esercito britannico(1940-1941) e sostituito. Dopo un periodo di ritiro accettò da Mussolini l’incarico, nella costituenda Repubblica Sociale Italiana, di Ministro della Guerra che mantenne fino al crollo finale del 1945, prendendo parte alla lotta contro la Resistenza italiana ed ai tentativi di costituire il nuovo esercito fascista nell’ambito della RSI.

Venne inserito dall’ONU nella lista dei criminali di guerra (per l’uso di gas tossici e bombardamenti degli ospedali della Croce Rossa) su richiesta dell’Etiopia, ma non venne mai processato. Fu invece processato e condannato a 19 anni di carcere per collaborazionismo, ma scontati quattro mesi fu scarcerato

 Nicola Gesualdo

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