Affiora lo spettro della Guerra per l'AcquaTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Affiora lo spettro della Guerra per l’Acqua

Si preannuncia un futuro fosco di lotta per il potere mondiale tra superpotenze e per il controllo delle risorse. Secondo la Banca Mondiale entro il 2050 vaste zone del globo potrebbero essere colpiti da carenza cronica d’acqua. Già oggi ci sarebbero più di un miliardo e mezzo di persone che soffrono di scarso accesso a risorse idriche. 

Quella dell’acqua è già una emergenza ma è chiaro che questo periodo di instabilità globale sta solo aggravando una tendenza che rischia di diventare sempre peggiore in alcune aree del pianeta. Stiamo parlando delle risorse idriche che secondo quanto riportato dalla Banca Mondiale entro il 2050 potrebbero raggiungere un punto di non ritorno soprattutto in Medio Oriente, Asia Centrale e Africa. A determinare questa corsa verso il baratro ci sono diversi fattori come i cambiamenti climatici, le guerre, la crescita della popolazione urbana e dell’inquinamento, il che dovrebbe far preoccupare non poco visto che già oggi ci sono 1,6 miliardi di persone che hanno scarsità d’acqua a disposizione. Secondo la Banca Mondiale la domanda globale di acqua aumenterà nettamente nei prossimi vent’anni con il rischio alle porte di una vera e propria catastrofe umanitaria. Del resto anche i migranti per motivi di siccità e scarsezza di risorse sono in aumento e in un mondo ormai globalizzato non è più possibile girarsi dall’altra parte ancor più che con l’impoverimento di intere regioni si assisterà a fenomeni migratori di massa e a tensioni sociali senza precedenti come riferito dall’economista Richard Damania (leggi qui)

Da qui la necessità di determinare un cambiamento politico prima del raggiungimento del punto di non ritorno ancor più che le risorse idriche sono determinanti anche per tutta una serie di altri settori come le industrie, la produzione di cibo, la salute. Secondo il rapporto nei prossimi 30 anni la domanda nel settore alimentare aumenterà del 50% mentre la domanda industriale potrebbe crescere anche del 70%. Del resto nelle zone di guerra le risorse idriche vengono spesso colpite deliberatamente mettendo in ginocchio una intera comunità con risultati devastanti, una vera e propria arma di distruzione di massa che, collegata all’inquinamento e alla distruzione dell’ambiente, potrebbe fare danni rilevanti. Ed è qui che si dovrebbe innestare una riflessione sul collegamento tra capitalismo e distruzione progressiva dell’ambiente e sulla privatizzazione delle risorse idriche a tutto danno del benessere comune.

Tribuno del Popolo

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top