Afghanistan. Aumentata di 40 volte la produzione di eroina dopo la missione Nato | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Afghanistan. Aumentata di 40 volte la produzione di eroina dopo la missione Nato

La guerra in Afghanistan più che guerra al terrore sembra sempre più essere la guerra per l’eroina. Negli ultimi dieci anni infatti la produzione di eroina è aumentata di 40 volte. Coincidenze?

droga

 (Reuters / Shamil Zhumatov)

La produzione di eroina in Afghanistan è aumentata di quaranta volte da quando la Nato ha cominciato, nel 2001, la guerra al terrore nel nome della caccia a Osama Bin Laden e ai talebani.  A diffondere questi dati allarmanti è il presidente della Russia’s Federal Drug Control Service, Viktor Ivanov, che ha anche ricordato come in questi dieci anni sian già morte più di un milione di persone proprio a causa dell’abuso di droga. Ivanov ha suggerito come uno dei fattori di instabilità maggiori in Afghanistan sia ancora rappresentato dall’industria di eroina. “Ogni osservatore imparziale deve ammettere il triste fatto che la comunità internazionale ha fallito nel fermare la produzione di eroina in Afghanistan dall’inizio dell’operazione Nato“. Negli ultimi dieci anni inoltre anche la crescita di oppio è cresciuta del 18%, da 131,000 ettari a 154,000. La produzione di oppio è diventata centrale per l’economia afghana da quando nell’ottobre 2001 la Nato ha invaso il Paese. Appena prima l’invasione i talebani avevano approvato un divieto sulle nuove colture di oppio, dichiarandole contrarie  all’Islam, e avevano abbassato notevolmente la produzione. Dopo il coinvolgimento dell’Occidente però, la produzione è ricominciata più forte di prima, e ora Kabul produce circa il 90% dell’oppio mondiale, gran parte del quale finisce nelle strade di Europa e Russia.

Image from Viktor Ivanov's presentation to UN’s 56th session of the Commission on Narcotic Drugs in Vienna (March 2013)

Image from Viktor Ivanov’s presentation to UN’s 56th session of the Commission on Narcotic Drugs in Vienna (March 2013)

In una conferenza delle Nazione Unite sul consumo di droghe avvenuto a Vienna lo scorso marzo, Ivanov ha ricordato come si stia cercando di convincere la popolazione locale, che deve la sua sopravvivenza spesso e volentieri alla coltivazione di oppio, e anche di tagliare i finanziamenti ai Talebani, che spesso riescono a trovare fondi dalla vendita dell’oppio ai mercati stranieri. Circa il 15% del prodotto nazionale afghano infatti dipende direttamente dalle esportazioni di droghe, il cui ammontare si aggira intorno ai 2,4 miliardi di dollari all’anno. la Nato e gli Stati Uniti comunque non sembrano avere intenzione di far piazza pulita dei campi di oppio, e questo solleva non pochi dubbi anche perchè in Colombia, in Sudamerica, Stati Uniti e governo hanno sradicato circa 200,000 ettari di cocaina in meno di un anno contro i 2000 di oppio distrutti in Afghanistan nello stesso periodo. Secondo Russia Today inoltre, le banche internazionale avrebbero interesse nel denaro dei narcotici, con la droga che sarebbe diventata importante quasi come il petrolio e il gas naturale.

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