Afghanistan. Coltivazioni di oppio alle stelleTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Afghanistan. Coltivazioni di oppio alle stelle

Le forze della Nato stanno finalmente per lasciare l’Afghanistan, ma le Nazioni Unite ammoniscono che, nonostante gli sforzi, ormai le coltivazioni di oppio hanno raggiunto livelli da record.

Secondo un rapporto diffuso dalle Nazioni Unite, l’ Afghanistan Opium Survey for 2013, ci sarebbe ben poco da sorridere per i Paesi che hanno partecipato alla guerra in Afghanistan dal momento che dall’inizio del conflitto la percentuale di consumo di eroina sarebbe aumentata verticalmente negli ultimi dieci anni. L’Afghanistan, ovviamente, è il principale fornitore mondiale di eroina, e ha visto la sua area coltivata a oppio aumentare del 36% dal 2012. L’ultimo anno l’Afghanistan ha fornito il 75% delle scorte mondiali di oppio; Jean-Luc Lemahieu, capo dell’ UNODC (UN Office on Drugs and Crime) ha detto che nel 2013 Kabul potrebbe salire al 90% su scala globale. Gli ultimi dati quindi rivedono al rialzo le precedenti previsioni del 2003, quando l’Afghanistan esportava 3700 tonnellate di oppio contro le 5.500 dell’ultimo anno.  Si stima che i profitti derivanti dal commercio di oppio fruttino qualcosa di simile a un miliardo di dollari, ovvero il 4% del prodotto interno lordo, ma vi sono gruppi armati, specialmente i Talebani, che traggono molti vantaggi da questo commercio. E’ infatti abbastanza certo che i Talebani possano contare su un afflusso di cassa sicuro collegato alla vendita di oppio, infatti i guerriglieri islamici impongono ai contadini una tassa nei territori sotto il loro controllo, oltre che ovviamente prendere parte alla vendita diretta del materiale. Inoltre l’oppio condiziona eccome anche le elezioni politiche dal momento che il presidente Karzai non potrà ricandidarsi e molti dei potenziali candidati ricevono il loro supporto finanziario proprio dai produttori di oppio. Kabul comunque cerca di fare qualcosa per arginare il traffico di oppio, basti pensare che le autorità afghane nell’ultimo anno hanno arrestato almeno 4000 spacciatori (Fonte New York Times). Nel 1994, i campi di oppio coprivano 175.000 acri di terreno, ma dopo l’invasione del paese da parte degli Stati Uniti nel 2001, la quantità è aumentata fino a 247.000 acri. Inoltre gli Stati Uniti hanno sempre rifiutato di procedere con operazioni di distruzione dei campi per paura che i contadini, di fronte alla bancarotta, si uniscano alle bande di miliziani; una posizione, questa della Casa Bianca, che è stata aspramente criticata soprattutto da Mosca.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/miuenski/5835769319/”>miuenski</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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