Afghanistan. Usa pronti a rivedere la loro presenza a KabulTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Afghanistan. Usa pronti a rivedere la loro presenza a Kabul

Gli Usa manterranno 9.800 soldati in Afghanistan nel 2015 dopo che il presidente afghano Ashraf Ghani ha richiesto alla Casa Bianca maggiore flessibilità nel piano di ritiro delle truppe americane. In teoria comunque la data del ritiro finale, 2017, rimane immutata.

In teoria la data fissata per il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan è il 2016. Tale data, almeno stando a quanto dichiarato da Obama e dalla Casa Bianca, non dovrebbe cambiare, eppure gli Stati Uniti hanno già cambiato parte dei piani del ritiro dopo che il presidente afghano Ashraf Ghani ha richiesto una maggiore flessibilità. Da qui la decisione di Obama di autorizzare la presenza di 9.800 soldati americani a Kabul fino al 2016, una variante sostanziale dal momento che inizialmente la Casa Bianca progettava di tagliare il numero delle truppe entro la fine dell’anno. Questo è stato il risultato dell’incontro, avvenuto alla Casa Bianca, tra Obama e il presidente afghano, ma molti analisti non sono affatto sorpresi dal momento che l’insorgenza di talebani e gruppi jihadisti nel Paese è ben lontana dall’essere sconfitta. Del resto lo stesso Obama ha detto che l’Afghanistan rimarrà un paese pericoloso fin quando le forze di sicurezza afghane non saranno in grado di mantenere la sicurezza senza contare su forze esterne. Con la partenza delle truppe americane e della Coalizione le truppe afghane hanno dovuto vedersela da sole, e chiaramente gli americani, almeno a parole, sarebbero ben contenti che l’esercito di Kabul riuscisse a cavarsela da solo. Fino a oggi Washington ha finanziato le forze di sicurezza afghane e il timore è che proprio in Afghanistan l’Isis stia cercando di infiltrarsi con successo. Solo poche ore fa ad esempio a Khost è esploso un ordigno sul terreno dove alcuni bambini stavano giocando a cricket, e la matrice dell’attentato è stata subito attribuita ai talebani secondo cui lo sport non sarebbe compatibile con lo stile di vita dell’Islam. Si tratta solo dell’ultimo episodio di sangue, l’ennesimo, segnale del fatto che l’intervento americano nella regione non è servito, a distanza di oltre dieci anni, a sconfiggere i talebani. La debolezza dello Stato e delle istituzioni avrebbe consentito negli ultimi anni proprio ai miliziani del Califfato di conquistare credito e spazio proprio in Afghanistan, con il risultato che nel Paese potrebbe esserci una nuova ondata di insurgenza jihadista.

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