Africa. Esperti accusano le compagnie minerarie di depredare il continenteTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Africa. Esperti accusano le compagnie minerarie di depredare il continente

Sono sempre di più gli esperti che accusano le compagnie minerarie internazionali di sottrarre ai governi del continente africano miliardi e miliardi di dollari all’anno. 

Photo Credit

Se bastasse avere nel proprio territorio giacimenti minerari e risorse naturali per essere benestanti, l’Africa sarebbe sicuramente uno dei continenti più ricchi del mondo. Peccato da sole le risorse naturali non bastino, non se esistono attori internazionali senza scrupoli pronti a predare ogni risorsa disponibile per aumentare i propri profitti. L’ultimo campanello d’allarme è stato suonato da un gruppo di esperti appartenenti non solo alle solite Ong, ma anche della comunità internazionale come l’ex segretario Onu Kofi Annan che hanno puntato il dito senza esitazione verso le compagnie minerarie internazionali, accusate di spogliare il continente africano, e i rispettivi governi, di almeno 38 miliardi di dollari all’anno. Ci riescono mediante pratiche diffuse di corruzione, paradisi fiscali, e stratagemmi finanziari di vario genere. Ad accusare le compagnie minerarie ci ha pensato anche Michel Camdessus, exi dirigente del Fondo Monetario Internazionale, e l’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, tutti membri del gruppo di lavoro sull’Africa  autore di un rapporto reso noto durante il Forum economico mondiale dell’Africa tenuto nei giorni scorsi a Città del Capo, in Sudafrica. Solo per far capire le proporzioni dei furti che subisce ogni mese il continente africano, la somma che viene sottratta ogni anno è una somma superiore agli aiuti mondiali allo sviluppo del continente. Su tutti svetta l’esempio della Repubblica Democratica del Congo, un vero e proprio paradiso per le risorse naturali  ma il fanalino di coda per lo sviluppo umano. Il caso del Congo è stato studiato nel dettaglio per capire come mai l’enorme quantità di risorse naturali non si traduca in uno sviluppo per tutto il Paese. “Tra il 2010 e il 2012 il Congo ha perso almeno 1,36 miliardi di dollari di introiti a causa della sottovalutazione delle quote minerarie vendute alle società offshore”, hanno spiegato gli esperti in uno studio apposito, anche se la cifra stimata è, con ogni probabilità, persino inferiore alla realtà visto che le compagnie impediscono che vengano portati avanti controlli capillari.Il gruppo di esperti ha così lanciato un appello ai dirigenti del G8 affinché si occupino della questione, ma quasi sicuramente tale appello rimarrà inascoltato anche perchè in tempi di crisi come questo tutti vogliono fare soldi facili e non esistono strumenti per fermarli legalmente. Questo è il capitalismo, dopotutto.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top