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domenica , 23 luglio 2017
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Agricoltura, economia, diritti. Voltiamo pagina

“Vogliamo un’agricoltura forte, che valorizzi la biodiversità, che dica no agli Ogm, che racchiuda all’interno dei propri obiettivi anche la tutela del paesaggio. Un’agricoltura sostenibile, insomma, che coniughi sviluppo, turismo, cultura, gastronomia. Un’agricoltura che abbia come punto fermo la valorizzazione del territorio. Per difendere la terra, chi ci lavora e ci abita, dallo sfruttamento della grande distribuzione, dalle multinazionali dell’agroindustria e dall’agrofarma”.

Antonio-Ingroia1

Fonte: Rivoluzionecivile.it

Si è presentato con un programma articolato, attento allo sviluppo sostenibile e alle necessità delle piccole e medie imprese, Antonio Ingroiaall’incontro con il presidente della Coldiretti, Sergio Marini. “Ho letto con grande attenzione il vostro documento ‘L’Italia che vogliamo’ – ha detto il leader di Rivoluzione Civile – l’esigenza comune è la legalità, valore bistrattato in questi anni, ma che deve diventare motore di crescita”.

Di “agromafia” Ingroia ha parlato poi nel pomeriggio in un’intervista alla Tv della Confederazione italiana agricoltori (Cia), dopo l’incontro con i rappresentanti di Agrinsieme (coordinamento Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane). “L’agricoltura – ha detto – ha un ruolo centrale per l’economia italiana e non è accettabile che sia strozzata dalla criminalità organizzata che intercetta i fondi europei, controlla la distribuzione e gestisce la contraffazione dei prodotti”. Secondo il leader di RC “per il settore servono nuovi finanziamenti: per questo è necessario uscire dal sistema bancario privato e creare un fondo pubblico per il credito agevolato”.

Voltare pagina rispetto alle politiche neoliberiste vero tappo dell’economia italiana, questo il punto di congiunzione tra Antonio Ingroia e i rappresentanti del Comitato No Debito, tra cui Giorgio Cremaschi, che si sono incontrati nella sede di Rivoluzione Civile. L’esigenza prioritaria espressa da Ingroia è quella di avere “una politica che governi l’economia e non una politica governata dalla finanza e dai poteri forti”, com’è accaduto finora.

Il leader di RC ha poi incontrato una delegazione dell’Unicef, guidata dal direttore generale Davide Usai. E’ stata l’occasione per aderire (è il primo candidato premier a farlo) a #votaperibambini. “La tutela dei minori rappresenta un punto qualificante del nostro programma. Per questo in Parlamento ci impegneremo per adeguare la nostra legislazione a quella delle democrazie più avanzate sul piano della protezione contro gli abusi, dell’istruzione e del contrasto alla povertà. Particolare rilevanza ha il tema delriconoscimento della cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia, una legge di civiltà che intendiamo introdurre”, ha concluso Ingroia.

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