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giovedì , 23 marzo 2017
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Al Qaeda o neocolonialismo nello scacchiere del Nord Africa?

Dopo che anche altri paesi occidentali si stanno allineando a Parigi nell’intervenire in Mali, in molti tra gli analisti internazionali si chiedono se quello di Al Qaeda non sia uno spettro che si evoca per giustificare solo motivazioni a carattere economico. Russia Today ha fatto questa domanda a Neil Clark, giornalista e presentatore molto preparato. 

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La domanda è più che lecita, ancor più che il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi e quello di Difesa Di Paola, senza passare dal Parlamento, han fatto sapere che l’Italia appoggerà logisticamente la Francia nella sua missione militare in Mali. In Mali come ormai tutti sanno ci sono pericolose bande jihadiste che starebbero attentando alla sovranità del governo di Bamako, minacciando di imporre la Sharia nei territori da loro controllati. Russia Today, giornali online russo sempre molto attento alla politica estera, ha però posto un problema determinante: l’Occidente è in Nord Africa per motivi umanitari, oppure, come pare, Al Qaeda è un brand che viene utilizzato ogni qual volta bisogna giustificare interventi militari che invece hanno obiettivi meramente economici?

Sono molti i paesi occidentali che hanno offerto il loro aiuto alla Francia, che ha già inviato sul terreno oltre 2500 soldati e intende inviarne altri nella prossima settimana. La Gran Bretagna di Cameron non ci ha pensato due volte a farsi sfuggire l’opportunità e ha fatto sapere di voler aiutare la Francia con assistenza aerea, mentre la Casa Bianca sta già provvedendo a fornire aiuto nella sorveglianza coi droni, con l’intelligence, e inviando forze speciali. Ma non è finita qui, la crociata vede impegnato anche il Canada, che ha messo a disposizione mezzi di trasporto militare e diversi agenti per operare nel contro-terrorismo nel vicino Niger. Con queste premesse RT.com ha voluto sentire il giornalista Neil Clark per fargli alcune domande dietro questa nuova crociata antiterrorismo che nasconde, a detta di molti, motivi molto più meramente economici, che si intrecciano con la crisi economica.

Non sfugge a Neil Clark la grande contraddizione dei paesi occidentali, che in Siria considerano come alleati proprio quegli stessi terroristi islamici che invece annunciano di voler combattere in Nord Africa. Sempre Clark quindi, ricordandosi che proprio Cameron e Hague erano stati i principali fautori dell’attacco contro il Colonnello Gheddafi in Libia, si dice convinto che quella di Al Qaeda altro non sia che una cortina fumogena per nascondere gli interessi colonialisti della Nato in Nord Africa. Ma non è finita qui, sempre Clark lancia accuse ben più precise all’Occidente: “Uno dei più grandi miti nelle relazioni internazionali è che le potenze occidentali siano state implacabili nemiche di Al Qaeda negli ultimi 20-30 anni. Non lo sono. Useranno la minaccia di Al Qaeda in determinate circostanze per invadere alcuni paesi come l’Afghanistan. Ma altrove essi useranno i militanti di Al Qaeda per combattere regimi secolari, come in Siria e in Libia. Un pò come quando Al Qaeda e altri gruppi radicali erano stati usati dall’Occidente per andare contro l’Armata Rossa in Afghanistan.” Inoltre dal momento che la guerra contro Damasco si è impantanata, con il governo di Assad che resiste agli attacchi terroristici degli islamisti radicali, Clark ha detto di avere il timore che le potenze occidentali potrebbero quindi concentrarsi su questo nuovo scenario del Mali, paese ricco di minerali e risorse, e quindi di prospettive.

Sempre Clark ha direttamente accusato la Francia di Hollande di essere intervenuta in Mali in quanto la sua economia sarebbe in pessimo stato. Con un intervento brillante e di successo in Mali, secondo Clark, Hollande otterrebbe di aumentare la propria popolarità, inoltre Parigi avrebbe un disperato bisogno di uranio, e il Mali è un grande produttore proprio di uranio, solo una coincidenza? Ma Clark si spinge anche oltre: “Penso che le ragioni economiche siano dietro ogni singolo intervento Occidentale negli ultimi trent’anni. Se noi guardiamo indietro agli attacchi alla Yugoslavia, alla Libia, alla Siria, tutti sono stati spacciati come interventi umanitari. Ma non lo erano. Erano interventi economici. L’Occidente brama risorse, e vuole ottenere il controllo delle risorse in questa regione. E io penso che la Nato voglia controllare il Nord Africa, penso che sia chiaro. La minaccia di Al Qaeda viene ingigantita perchè gli Stati Uniti e la Nato stanno per abbandonare l’Afghanistan,e si sposteranno in Nord Africa.

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