Tutto quello che non torna sull'assedio di MosulTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Alcune domande irrisolte sull’assedio di Mosul

I media parlano della presa di Mosul da parte dell’esercito iracheno con l’aiuto di milizie sciite, peshmerga, milizie filoturche ed esercito americano. Ci sarebbero  5000 jihadisti che tengono in ostaggio una metropoli di 2 milioni di abitanti e le parti in causa annunciano che sarà una lunga battaglia. Rimangono però alcune domande irrisolte…

Mosul è probabilmente la città più importante caduta nelle mani del Califfo dalla nascita dell’Isis, al punto che proprio Al Baghdadi scelse la città irachena per proclamare la nascita del Califfato. Oggi l’esercito iracheno ha lanciato una grande offensiva assieme a diversi attori come i Peshmerga curdi, le milizie sciite organizzate dall’Iran, le milizie sunnite addestrate dalla Turchia e, notizia di poche ore fa, anche corpi speciali americani. Fin qui tutto bene, anzi si potrebbe pensare alla “decapitazione” imminente del Califfato che, privato di Mosul, diventerebbe agonizzante e prossimo alla disfatta. C’è però qualcosa che evidentemente non torna nella presa di Mosul, innanzitutto verrebbe da chiedersi come mai solo ora, e poi come mai si annuncia una battaglia di mesi se si parla di circa 5000 jihadisti che tengono in ostaggio una metropoli di oltre un milione e mezzo di civili. Spieghiamoci meglio: in passato quando l’obiettivo di una guerra era la conquista o liberazione di una città non si è certo usata tutta questa prudenza, basti pensare a come la Nato ha completamente distrutto l’esercito di Gheddafi a Tripoli nel 2011, e i media non hanno certo parlato del rischio che subivano i civili in quella occasione. Il punto è questo: come si può credere a chi ha lasciato Mosul e una zona grande quanto il Nord Italia in mano agli estremisti islamici dell’Isis quando dice che vuole prendere la città con calma per evitare danni ai civili? Sono le stesse persone che hanno lasciato caserme piene di armi in mano al Califfo nell’estate del 2014, vi siete già dimenticati le fosse comuni di soldati iracheni ammazzati? La sensazione è che si stia utilizzando la scusa di proteggere i civili per guadagnare tempo o comunque per motivi politici dato che se mai si volessero davvero proteggere i civili bisognerebbe liberare la città il prima possibile e non certo lasciarli sotto assedio per mesi, magari consentendo ai jihadisti di utilizzarli come scudi umani. Come al solito sembrano esserci quindi altri elementi di mezzo, e infatti basta fare un giro su diversi siti per verificare come diversi miliziani dell’Isis abbiano già cominciato a lasciare Mosul per raggiungere la Siria, lasciando quindi pensare a un ripiegamento tattico più che a una sconfitta militare annunciata.

Tribuno del Popolo

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