Alitalia. Finalmente qualcosa si muove in ParlamentoTribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
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Alitalia. Finalmente qualcosa si muove in Parlamento

Qualcosa si muove in merito alla vicenda Alitalia; nelle scorse ore è stata depositata alla Camera una proposta di Sergio Boccadutri, parlamentare di Sel, per l’istituzione di una Commissione di inchiesta su un affare che ha portato “ad una socializzazione delle perdite con uno spropositato arricchimento di gruppi industriali e finanziari”.

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Vi ricorderete tutti delle vicissitudini legate alla vicenda Alitalia, con tutta la polemica relativa alla difesa della italianità della compagnia di bandiera, di cui si era fatto ovviamente portavoce Silvio Berlusconi, allora al governo. Altri protagonisti erano quel Roberto Colaninno, che ha seguito la vicenda da un punto di vista imprenditoriale, e Corrado Passera. Erano loro il presunto team di esperti che doveva far nuovamente decollare Alitalia, e invece sono stati loro i protagonisti di un sonoro fallimento, inanellando nel corso degli anni delle perdite allucinanti; solo per fare qualche esempio nel 2012 le perdite della compagnia si sono attestate a quota 200 milioni di euro. Qualcosa però finalmente sembra muoversi grazie a Sergio Boccadutri, parlamentare di Sinistra e Libertà, che lunedì 6 maggio ha depositato alla Camera una proposta per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta su un affare che ha portato a una sostanziale socializzazione delle perdite e a una privatizzazione dei profitti a vantaggio di gruppi industriali e finanziari. Compito della costituenda commissione d’inchiesta sarà quello di chiarire il coinvolgimento di diversi attori come l’Intesa Sanpaolo, anche per far luce sul “fascio di interessi che il gruppo aveva o ha attualmente con gli altri soggetti politici ed economici attori nella cessione”. La commissione si occuperà anche di verificare il valore dei beni ceduti dalla compagnia aerea, il tutto per lumeggiare che cosa successe in quel periodo e quanto effettivamente è costato alle casse statali mantenere l’italianità di Alitalia. La cosa grottesca è che il prestito di oltre 300 milioni di euro non verrà mai restituito alle casse dell’erario, e a questi 300 milioni andranno sommate anche le obbligazioni di Alitalia acquistate dal ministero dell’Economia, e pagata al 75% del valore nominale. Secondo diversi analisti il costo intero dell’operazione sarebbe ammontato a oltre otto miliardi di euro, una enormità su cui nessuno ha voluto o potuto fare luce correttamente. Quasi 8000 persone hanno perso il lavoro a causa della situazione precaria di Alitalia, e nulla è stato fatto per capire le responsabilità e per verificare se tali licenziamenti non potevano essere evitati.

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