All'Expo 2015 si lavora, gratis!Tribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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All’Expo 2015 si lavora, gratis!

Aumentano le polemiche riguardo all’Expo 2015 a Milano. Secondo molti sarebbe dovuto essere un volano di crescita e occupazione ma nella realtà in molti contestano il fatto che molto del lavoro promesso sarà destinato a “volontari”.

L’Expo 2015 di Milano dovrebbe essere un autentico volano di crescita economica e soprattutto di lavoro. Così forse sarà ma per ora, dando ascolto alle critiche e alle accuse, sembra semmai vero il contrario. Nella giornata di ieri a Rho le “Belve Precarie” hanno voluto contestare il principio del “lavoro gratuito” messo in campo per l’Expo 2015, ovvero far lavorare volontari, la solita ricetta che abbiamo ben conosciuto in questo XXI secolo.  Le “Belve Precarie” hanno girato per Milano contestando i centri di reclutamento e sensibilizzando la cittadinanza sul tema. Gli attivisti del Centro Sociale Sos Fornace e del Punto San Precario di Rho hanno visitato come prima tappa il CentRho, ovvero un infoPoint sull’Expo, poi si sono diretti verso l’auditorium comunale, e infine alla stazione Fs. Il tutto per contestare il patto siglato tra Expo 2015 spa e la Ciessevi, ovvero il “Programma Volontari per Expo”, istituito al fine di reclutare volontari per ben sei mesi di Esposizione Universale. Non solo, verranno persino raccolte le candidature degli aspiranti volontari, perchè non basta offrirsi, bisogna pure superare una selezione. Come ci spiega anche Contropiano, nell’accordo del 23 Luglio 2013 fra Expo e sindacati confederali per il periodo dell’Esposizione è previsto il reclutamento di 18.500 volontari. Questi volontari dovrebbero svolgere vere e proprie mansioni lavorative, al punto che spesso per fare le stesse cose che dovranno fare loro si assumono hostess, stewart o direttamente guide turistiche. Insomma altro che sviluppare lavoro, l’unica cosa che sembra essere in grado di sviluppare l’Expo almeno per ore sono lavoratori precari e nemmeno pagati. Del resto Ciessevi ha dichiaratto pubblicamente che si dovrebbe pensare ad “Expo come un’opportunità unica per il Volontariato italiano di espressione delle proprie caratteristiche di partecipazione, solidarietà e pluralismo” oppure per “proporre nuovi modelli economici e sociali, inclusivi e solidali, che vanno al di là dei particolarismi e che richiamano tutti a una responsabilità personale e sociale di pensiero e azione”. Insomma, niente di nuovo sotto il sole, si presenta come opportunità quello che dovrebbe venire presentato per quello che è: il volontariato.

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