All'Ikea di Piacenza scontri tra facchini e poliziaTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

All’Ikea di Piacenza scontri tra facchini e polizia

Una mattinata di passione quella per i facchini e i Si Cobas di Piacenza che hanno affrontato scontri con le forze dell’ordine che hanno causato tre lavoratori feriti. Alla fine però dopo cariche e tensioni hanno tenuto duro, e hanno ottenuto quello che volevano.

Alla fine hanno vinto loro, sempre che si possa parlare di “vittoria”. I Si Cobas, dopo una mattina di passione, scontri e picchetti all’Ikea di Piacenza, alla fine hanno ottenuto almeno parte di quello che volevano, e ora dopo la chiusura del più grande magazzino del Mediterraneo europeo dell’Ikea se la multinazionale svedese vorrà riaprire dovrà intavolare una trattativa. Alla fine il bilancio della giornata conta anche tre feriti tra i lavoratori, tutto è cominciato con la lettera di sospensione recapitata a ben 33 lavoratori da parte della cooperativa San Martino, che, come ricorda il Fatto Quotidiano, gestisce il personale assieme alla Sigma. Le lettere avevano convinto centinaia di facchini a ritrovarsi davanti ai cancelli per protestare in modo chiaro e netto, anche se la loro manifestazione non era servita a far fermare l’attività. Nella giornata di oggi assieme ai facchini hanno partecipato alla mobilitazione anche i ragazzi del centro sociale Crash di Bologna. I camion così non sono riusciti a trovare alcun passaggio per entrare, e nemmeno i lavoratori che volevano lavorare comunque hanno potuto farlo. Poi è arrivata la polizia con tanto di antisommossa e questore di Piacenza al seguito, e hanno trovato davanti a sè lavoratori e ragazzi seduti a terra, pronti a fare resistenza passiva. Poi gli scontri e poi ancora tensione quando i manifestanti si sono divisi in tanti gruppetti. Alla fine molti di loro hanno subito cariche e manganellate ma i lavoratori sono riusciti a resistere e il questore ha deciso di sospendere l’intervento. Insomma un muro contro muro tra Si Cobas e Ikea, che ha così commentato con un comunicato l’accaduto: “In seguito al blocco ai cancelli attuato questa mattina ad opera di un gruppo di manifestanti, blocco che impedisce l’accesso sia dei lavoratori che delle cooperative, sia dei mezzi di trasporto e quindi delle operazioni di carico e scarico, Ikea Italia Distribution ha deciso di sospendere le proprie attività sul Deposito 2 di Le Mose. Questa sospensione parziale permarrà con il permanere del blocco agli accessi”. Peccato che i facchini la pensino diversamente e hanno ricordato come molti di loro abbiano ricevuto lettere di richiamo e sospensione solo perchè iscritti al Si Cobas (Fonte, Fatto Quotidiano). Non solo i facchini lamentano anche che sia stata irrigidita la richiesta di ferie e di giorni di permesso per malattia; peccato che Ikea e Si Cobas siano al muro contro muro, con la multinazionale svedese che non sembra pronta a concessioni. Alla fine la cooperativa San Martino avrebbe persino sporto querela contro il responsabile regionale del Si Cobas per ingiurie, reo di aver firmato il comunicato diffuso dal sindacato. Insomma noi non vogliamo entrare nel contenzioso tecnico ma solo segnalare come siano ancora una volta i lavoratori più umili e sfruttati a subire il peso della crisi economica e delle scelte industriali, nonchè quello dei manganelli quando decidono di lottare per i propri diritti. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/ulfbodin/9324053054/”>Ulf Bodin</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top