Alta tensione in Egitto: oggi pro-Morsi in PiazzaTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Alta tensione in Egitto: oggi pro-Morsi in Piazza

Alta tensione in Egitto: oggi pro-Morsi in Piazza

Il Presidente Adly Mansur ha annunciato nuove elezioni entro sei mesi. Questo non basta a placare la situazione con i Fratelli Musulmani che hanno invitato tutti i sostenitori a scendere in piazza per protestare contro il massacro del Cairo dove l’esercito ha dovuto sparare sui manifestanti uccidendo 54 persone. 

Dopo il massacro di ieri, quando i sostenitori di Morsi hanno assaltato il Palazzo della Guardia Repubblicana costringendo l’esercito a sparare sulla folla, la situazione interna in Egitto si è ulteriormente infiammata. Il presidente nominato dai militari ad interim, Adly Mansour, ha promesso elezioni entro sei mesi, ma questo non è servito a placare gli animi, da entrambe le parti ci sono estremisti che premono per una resa dei conti e per una guerra civile che finirebbe per insanguinare il Paese. Anche per questo i Fratelli Musulmani hanno indetto una giornata di mobilitazione, il giorno del “milione di martiri”, come è stata definita dall’organizzazione. Intanto il partito islamico Nour, il secondo del Paese dopo i Fratelli Musulmani, ha accettato la scelta dell’ex ministro delle Finanze, Samir Radwan, come primo ministro ad interim. L’Egitto comunque terrà nuove elezioni parlamentari dopo che saranno stati approvati per via referendaria emendamenti alla Costituzione sospesa con la deposizione del presidente islamista secondo un decreto del presidente ad interim, Adli Mansur, che ha delineato un orizzonte di sei mesi per arrivare al voto.Il decreto indica in quattro mesi e mezzo il tempo necessario per riformare la Costituzione ispirata alla Sharia fatta approvare a dicembre dalla maggioranza islamista e sospesa dopo il colpo di Stato tecnico realizzato dai militari.Le elezioni politiche dovranno essere convocate entro 15 giorni dall’approvazione della nuova Costituzione in un referendum e, una volta insediato il nuovo Parlamento, nel giro di una settimana dovranno essere convocate anche le elezioni per un nuovo presidente. La tensione dunque resta alta e avvilisce vedere che sono sempre di più coloro che prendono posizione sull’Egitto senza conoscere poco o nulla della realtà di un Paese che è passata in meno di un anno dalla dittatura di Mubarak alla Sharia di Morsi. In mezzo un popolo che si è stancato e un esercito che ne è l’emanazione. 

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